Il lavoro analizza le problematiche giuridiche e interpretative legate all’arruolamento di personale marittimo extraeuropeo nel settore della pesca professionale italiana, alla luce del complesso intreccio tra diritto della navigazione, disciplina generale dell’immigrazione e normativa europea. Dopo aver ricostruito l’evoluzione del quadro normativo italiano in materia di immigrazione, si pone in evidenza la specificità del rapporto di lavoro marittimo, disciplinato come lex specialis dal Codice della navigazione, e la sua prevalenza sulla normativa generale. Il saggio approfondisce le criticità derivanti dall’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione, come modificato dal d.l. 21/2022, che ha introdotto un regime semplificato per i lavoratori marittimi ma con formulazioni ambigue che sembrano escludere i pescatori dal beneficio previsto per le navi da crociera. Tale ambiguità ha generato incertezze applicative e blocchi operativi, aggravati dall’inserimento del settore della pesca nel Decreto Flussi 2023-2025, che assimila impropriamente la pesca all’agricoltura, in contrasto con il principio di specialità del diritto marittimo e con la politica comune della pesca dell’Unione Europea. Il saggio sottolinea, infine, la necessità di un intervento normativo chiarificatore volto a coordinare la disciplina dell’immigrazione con quella della navigazione, garantendo un regime unitario e coerente per l’arruolamento dei marittimi extraeuropei e prevedendo deroghe specifiche al Decreto Flussi per il settore marittimo. Un quadro normativo certo e armonizzato è ritenuto essenziale per la sostenibilità e la competitività del comparto ittico nazionale, nonché per la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri coinvolti.

L’ARRUOLAMENTO DI PERSONALE MARITTIMO EXTRAEUROPEO NEL SETTORE DELLA PESCA TRA QUESTIONI DI DIRITTO E PROBLEMATICHE INTERPRETATIVE

federica de robertis
2026

Abstract

Il lavoro analizza le problematiche giuridiche e interpretative legate all’arruolamento di personale marittimo extraeuropeo nel settore della pesca professionale italiana, alla luce del complesso intreccio tra diritto della navigazione, disciplina generale dell’immigrazione e normativa europea. Dopo aver ricostruito l’evoluzione del quadro normativo italiano in materia di immigrazione, si pone in evidenza la specificità del rapporto di lavoro marittimo, disciplinato come lex specialis dal Codice della navigazione, e la sua prevalenza sulla normativa generale. Il saggio approfondisce le criticità derivanti dall’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione, come modificato dal d.l. 21/2022, che ha introdotto un regime semplificato per i lavoratori marittimi ma con formulazioni ambigue che sembrano escludere i pescatori dal beneficio previsto per le navi da crociera. Tale ambiguità ha generato incertezze applicative e blocchi operativi, aggravati dall’inserimento del settore della pesca nel Decreto Flussi 2023-2025, che assimila impropriamente la pesca all’agricoltura, in contrasto con il principio di specialità del diritto marittimo e con la politica comune della pesca dell’Unione Europea. Il saggio sottolinea, infine, la necessità di un intervento normativo chiarificatore volto a coordinare la disciplina dell’immigrazione con quella della navigazione, garantendo un regime unitario e coerente per l’arruolamento dei marittimi extraeuropei e prevedendo deroghe specifiche al Decreto Flussi per il settore marittimo. Un quadro normativo certo e armonizzato è ritenuto essenziale per la sostenibilità e la competitività del comparto ittico nazionale, nonché per la tutela dei diritti dei lavoratori stranieri coinvolti.
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