Questo articolo propone una teoria dell’incompetenza differenziale per interpretare il funzionamento dei mercati dei servizi professionali e tecnico-specialistici. L’ipotesi centrale è che la prestazione “media” non derivi primariamente da una competenza positiva ottimale, ma da un vantaggio comparativo minimo rispetto all’utente: una minore incompetenza relativa resa stabile da (i) asimmetrie informative tipiche dei credence goods, (ii) scarsità di tempo e attenzione lato domanda, (iii) costi di verifica della qualità e (iv) incentivi di offerta orientati al volume. Su tale equilibrio interviene l’intelligenza distribuita: prima via Web (comunità, forum, peer production), oggi via AI generativa, che riduce i costi di accesso e coordinamento del sapere e ridefinisce la fiducia nell’expertise. Ne conseguono processi di disintermediazione selettiva, ibridazione umano-macchina e nuove esigenze di accountability, con rischi specifici (allucinazioni, over-trust, de-skilling) e implicazioni regolatorie.

This article advances a theory of differential incompetence to explain how professional and technical service markets operate. The core claim is that “average” performance is driven less by optimal positive competence than by a minimal comparative advantage over users: a relative lesser incompetence stabilized by (i) information asymmetries typical of credence goods, (ii) time and attention scarcity on the demand side, (iii) high costs of quality verification, and (iv) supply-side incentives that prioritize volume. This equilibrium is increasingly challenged by distributed intelligence—first through the Web (communities, forums, peer production), and now through generative AI, which lowers the costs of accessing and coordinating knowledge and reshapes the foundations of trust in expertise. The result is selective disintermediation, human–machine hybridization, and renewed demands for accountability, alongside specific risks (hallucinations, over-trust, de-skilling) and regulatory implications.

Incompetenza differenziale e intelligenza distribuita: una teoria della qualità dei servizi professionali e specialistici

Giovanni Stile
2025

Abstract

Questo articolo propone una teoria dell’incompetenza differenziale per interpretare il funzionamento dei mercati dei servizi professionali e tecnico-specialistici. L’ipotesi centrale è che la prestazione “media” non derivi primariamente da una competenza positiva ottimale, ma da un vantaggio comparativo minimo rispetto all’utente: una minore incompetenza relativa resa stabile da (i) asimmetrie informative tipiche dei credence goods, (ii) scarsità di tempo e attenzione lato domanda, (iii) costi di verifica della qualità e (iv) incentivi di offerta orientati al volume. Su tale equilibrio interviene l’intelligenza distribuita: prima via Web (comunità, forum, peer production), oggi via AI generativa, che riduce i costi di accesso e coordinamento del sapere e ridefinisce la fiducia nell’expertise. Ne conseguono processi di disintermediazione selettiva, ibridazione umano-macchina e nuove esigenze di accountability, con rischi specifici (allucinazioni, over-trust, de-skilling) e implicazioni regolatorie.
2025
This article advances a theory of differential incompetence to explain how professional and technical service markets operate. The core claim is that “average” performance is driven less by optimal positive competence than by a minimal comparative advantage over users: a relative lesser incompetence stabilized by (i) information asymmetries typical of credence goods, (ii) time and attention scarcity on the demand side, (iii) high costs of quality verification, and (iv) supply-side incentives that prioritize volume. This equilibrium is increasingly challenged by distributed intelligence—first through the Web (communities, forums, peer production), and now through generative AI, which lowers the costs of accessing and coordinating knowledge and reshapes the foundations of trust in expertise. The result is selective disintermediation, human–machine hybridization, and renewed demands for accountability, alongside specific risks (hallucinations, over-trust, de-skilling) and regulatory implications.
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