Il contributo riflette sul patrimonio culturale come dispositivo sociale e relazionale, capace di attivare processi di negoziazione tra memoria, territori e comunità. Attraverso i casi studio del MET di Santarcangelo di Romagna, del METS di San Michele all’Adige e del progetto partecipativo sull’ex Colonia Piaggio in Val d’Aveto, il testo indaga il ruolo dei musei demoetnoantropologici e delle tracce territoriali nelle aree interne italiane. In questa prospettiva, il patrimonio non è inteso come archivio statico da preservare, ma come campo vivo di pratiche, relazioni e trasformazioni. Il design partecipativo emerge come strumento di mediazione capace di riattivare memorie, costruire nuove forme di prossimità e ridefinire il rapporto tra istituzioni culturali, paesaggi e comunità locali.
Gli spazi della memoria come dispositivi per rileggere il patrimonio tangibile e intangibile dei territori / Spaces of Memory as Dispositif for Reinterpreting the Tangible and Intangible Heritage of Territories
Anna Checola
;Francesco Ferrero
In corso di stampa
Abstract
Il contributo riflette sul patrimonio culturale come dispositivo sociale e relazionale, capace di attivare processi di negoziazione tra memoria, territori e comunità. Attraverso i casi studio del MET di Santarcangelo di Romagna, del METS di San Michele all’Adige e del progetto partecipativo sull’ex Colonia Piaggio in Val d’Aveto, il testo indaga il ruolo dei musei demoetnoantropologici e delle tracce territoriali nelle aree interne italiane. In questa prospettiva, il patrimonio non è inteso come archivio statico da preservare, ma come campo vivo di pratiche, relazioni e trasformazioni. Il design partecipativo emerge come strumento di mediazione capace di riattivare memorie, costruire nuove forme di prossimità e ridefinire il rapporto tra istituzioni culturali, paesaggi e comunità locali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


