Il recinto è una figura primordiale, il limite – fisico o concettuale – che classifica e attribuisce allo spazio un valore simbolico, sociale o funzionale. Si tratta, per meglio esplicitarne il senso connesso alle disquisizioni esteriori, di un ente di relazione in cui lo spazio (cavo o convesso) dell’architettura e della città può essere trattato come un mondo abitabile di oggetti d’ombra, oggetti d’uso e, perché no, oggetti desueti1. È nella combinazione di questi elementi che il perimetro dipana il rapporto tra architettura e città, tra spazio antropizzato e spazio naturale, tra pubblico e privato, stabilendo condizioni di accesso, soglia e relazione con ciò che concorre alla determinazione della forma urbana; perché perimetrare è il gesto originario che permette di distinguere un luogo da un territorio indifferenziato.

The enclosure is a primordial figure, the limit – whether physical or conceptual – that classifies and assigns to space a symbolic, social, or functional value. More precisely, to clarify its meaning in relation to external considerations, it can be understood as a relational entity in which the (concave or convex) space of architecture and the city may be treated as an inhabitable world of shadow objects, objects of use, and, why not, obsolete objects1. It is through the combination of these elements that the perimeter unfolds the relationship between architecture and the city, between anthropized space and natural space, between public and private, establishing conditions of access, threshold, and relation with what contributes to the definition of urban form; for to delineate a perimeter is the original gesture that allows a place to be distinguished from an undifferentiated territory.

Perimetri

Arcopinto Luigi
2026

Abstract

Il recinto è una figura primordiale, il limite – fisico o concettuale – che classifica e attribuisce allo spazio un valore simbolico, sociale o funzionale. Si tratta, per meglio esplicitarne il senso connesso alle disquisizioni esteriori, di un ente di relazione in cui lo spazio (cavo o convesso) dell’architettura e della città può essere trattato come un mondo abitabile di oggetti d’ombra, oggetti d’uso e, perché no, oggetti desueti1. È nella combinazione di questi elementi che il perimetro dipana il rapporto tra architettura e città, tra spazio antropizzato e spazio naturale, tra pubblico e privato, stabilendo condizioni di accesso, soglia e relazione con ciò che concorre alla determinazione della forma urbana; perché perimetrare è il gesto originario che permette di distinguere un luogo da un territorio indifferenziato.
2026
The enclosure is a primordial figure, the limit – whether physical or conceptual – that classifies and assigns to space a symbolic, social, or functional value. More precisely, to clarify its meaning in relation to external considerations, it can be understood as a relational entity in which the (concave or convex) space of architecture and the city may be treated as an inhabitable world of shadow objects, objects of use, and, why not, obsolete objects1. It is through the combination of these elements that the perimeter unfolds the relationship between architecture and the city, between anthropized space and natural space, between public and private, establishing conditions of access, threshold, and relation with what contributes to the definition of urban form; for to delineate a perimeter is the original gesture that allows a place to be distinguished from an undifferentiated territory.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/611928
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