Il contributo adotta un approccio costituzionale multilivello, combinando analisi normativa, giurisprudenziale e procedurale. Analizza l’evoluzione della politica nucleare in Belgio alla L’ENERGIA NUCLEARE IN BELGIO 99 luce dei principi del costituzionalismo ambientale e della governance multilivello, concentrandosi sull’abrogazione, nel 2025, della legge sul nuclear phase-out del 2003. Muove dal riconoscimento costituzionale del diritto a un ambiente sano, come previsto dall’articolo 23 della Costituzione belga e dall’elaborazione giurisprudenziale del principio di standstill. Il lavoro esamina in che misura la rilegittimazione dell’energia nucleare possa risultare compatibile con il divieto di regressione della tutela ambientale. L’analisi evidenzia come, nel contesto belga ed europeo, il nodo giuridicamente rilevante non risieda nell’alternativa tra abbandono o rilancio del nucleare, bensì nella qualità costituzionale della decisione pubblica. In particolare, la compatibilità del nuovo corso nucleare dipende dalla capacità dell’ordinamento di incanalare le scelte legislative entro un quadro procedurale rafforzato, fondato su valutazioni di impatto ambientale effettive, partecipazione del pubblico, controllo giurisdizionale e integrazione dei vincoli derivanti dal diritto dell’Unione europea, dal diritto EURATOM e dagli obblighi internazionali in materia di sicurezza nucleare. Attraverso l’analisi della giurisprudenza costituzionale e amministrativa belga e del dialogo con la Corte di giustizia dell’Unione europea, il contributo sostiene che, nel costituzionalismo ambientale europeo, la legittimità delle politiche energetiche ad alto rischio tecnologico dipende primariamente dalla qualità costituzionale delle procedure decisionali, sempre più affidata a meccanismi di proceduralizzazione e giustiziabilità, che limitano la discrezionalità politica senza precludere in via assoluta determinate opzioni tecnologiche.
This paper adopts a multilevel constitutional approach, combining normative, jurisprudential, and procedural analyses. It examines the evolution of nuclear policy in Belgium in light of 100 VINCENZO ROSSI the principles of environmental constitutionalism and multilevel governance, focusing on the repeal, in 2025, of the 2003 Nuclear Phase-Out Act. It begins with the constitutional recognition of the right to a healthy environment, as provided for in Article 23 of the Belgian Constitution and in the case law elaboration of the standstill principle. The study examines the extent to which the re-legitimization of nuclear energy may be compatible with the prohibition against regression in environmental protection. The analysis highlights how, in the Belgian and European context, the legally relevant issue does not lie in the choice between phasing out or reviving nuclear power, but rather in the constitutional quality of public decision-making. In particular, the compatibility of the new nuclear policy depends on the legal system’s ability to channel legislative decisions within a strengthened procedural framework, based on effective environmental impact assessments, public participation, judicial review, and the integration of constraints arising from European Union law, Euratom law, and international obligations regarding nuclear safety. Through an analysis of Belgian constitutional and administrative case law and dialogue with the Court of Justice of the European Union, this paper argues that, within European environmental constitutionalism, the legitimacy of energy policies involving high technological risk depends primarily on the constitutional quality of decision-making procedures, which is increasingly entrusted to mechanisms of proceduralization and justiciability that limit political discretion without absolutely precluding certain technological options.
L’energia nucleare in Belgio tra costituzionalismo ambientale e governance multilivello
Vincenzo Rossi
2026
Abstract
Il contributo adotta un approccio costituzionale multilivello, combinando analisi normativa, giurisprudenziale e procedurale. Analizza l’evoluzione della politica nucleare in Belgio alla L’ENERGIA NUCLEARE IN BELGIO 99 luce dei principi del costituzionalismo ambientale e della governance multilivello, concentrandosi sull’abrogazione, nel 2025, della legge sul nuclear phase-out del 2003. Muove dal riconoscimento costituzionale del diritto a un ambiente sano, come previsto dall’articolo 23 della Costituzione belga e dall’elaborazione giurisprudenziale del principio di standstill. Il lavoro esamina in che misura la rilegittimazione dell’energia nucleare possa risultare compatibile con il divieto di regressione della tutela ambientale. L’analisi evidenzia come, nel contesto belga ed europeo, il nodo giuridicamente rilevante non risieda nell’alternativa tra abbandono o rilancio del nucleare, bensì nella qualità costituzionale della decisione pubblica. In particolare, la compatibilità del nuovo corso nucleare dipende dalla capacità dell’ordinamento di incanalare le scelte legislative entro un quadro procedurale rafforzato, fondato su valutazioni di impatto ambientale effettive, partecipazione del pubblico, controllo giurisdizionale e integrazione dei vincoli derivanti dal diritto dell’Unione europea, dal diritto EURATOM e dagli obblighi internazionali in materia di sicurezza nucleare. Attraverso l’analisi della giurisprudenza costituzionale e amministrativa belga e del dialogo con la Corte di giustizia dell’Unione europea, il contributo sostiene che, nel costituzionalismo ambientale europeo, la legittimità delle politiche energetiche ad alto rischio tecnologico dipende primariamente dalla qualità costituzionale delle procedure decisionali, sempre più affidata a meccanismi di proceduralizzazione e giustiziabilità, che limitano la discrezionalità politica senza precludere in via assoluta determinate opzioni tecnologiche.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


