Tradizionalmente inteso come pratica eminentemente visiva, il disegno è stato concepito quale traduzione grafica della percezione visiva su una superficie. Il presente contributo propone una ri-concettualizzazione sinestetica del disegno e del progetto, interpretandoli come processi sinaptici capaci di coinvolgere l’intero spettro dell’esperienza sensoriale. In questa prospettiva, il disegno assume una funzione performativa e relazionale, configurandosi come dispositivo di indagine e di mappatura della dimensione atmosferica dei luoghi, intesa quale costellazione di qualità immateriali, ma percettivamente tangibili. Superando i tradizionali confini disciplinari, il disegno si configura, allora, come una cartografia multisfaccettata che mette in relazione suono, tatto, movimento e memoria incarnata, generando forme situate di conoscenza dello spazio. La ricerca si fonda sul sensual design, inteso come insieme di pratiche sperimentali di progettazione sensoriale e affettiva – tra cui passeggiate sonore bendate, scrittura poetica, mappatura acustica e workshop collaborativi condotti in contesti urbani sia periferici sia storici – finalizzate a esplorare i modi in cui la rappresentazione urbana può attivare ed essere, a sua volta, attivata da sinapsi sensoriali. L’introduzione dell’In- telligenza Artificiale amplia ulteriormente il campo d’indagine, traducendo sintetiche formulazioni verbali in immagini evocative e oniriche, capaci di risuonare con le qualità percettive dei luoghi e di restituirne l’identità intangibile. Il disegno emerge, così, quale pratica al tempo stesso epistemica e partecipativa, in grado di promuovere alfabetizzazione spaziale, innovazione sociale e processi di rigenerazione territorial
Designing from Within: sensual design come fondamento epistemologico dell’innovazione sociale territoriale
alessandra cirafici
;alice palmieri
;
2026
Abstract
Tradizionalmente inteso come pratica eminentemente visiva, il disegno è stato concepito quale traduzione grafica della percezione visiva su una superficie. Il presente contributo propone una ri-concettualizzazione sinestetica del disegno e del progetto, interpretandoli come processi sinaptici capaci di coinvolgere l’intero spettro dell’esperienza sensoriale. In questa prospettiva, il disegno assume una funzione performativa e relazionale, configurandosi come dispositivo di indagine e di mappatura della dimensione atmosferica dei luoghi, intesa quale costellazione di qualità immateriali, ma percettivamente tangibili. Superando i tradizionali confini disciplinari, il disegno si configura, allora, come una cartografia multisfaccettata che mette in relazione suono, tatto, movimento e memoria incarnata, generando forme situate di conoscenza dello spazio. La ricerca si fonda sul sensual design, inteso come insieme di pratiche sperimentali di progettazione sensoriale e affettiva – tra cui passeggiate sonore bendate, scrittura poetica, mappatura acustica e workshop collaborativi condotti in contesti urbani sia periferici sia storici – finalizzate a esplorare i modi in cui la rappresentazione urbana può attivare ed essere, a sua volta, attivata da sinapsi sensoriali. L’introduzione dell’In- telligenza Artificiale amplia ulteriormente il campo d’indagine, traducendo sintetiche formulazioni verbali in immagini evocative e oniriche, capaci di risuonare con le qualità percettive dei luoghi e di restituirne l’identità intangibile. Il disegno emerge, così, quale pratica al tempo stesso epistemica e partecipativa, in grado di promuovere alfabetizzazione spaziale, innovazione sociale e processi di rigenerazione territorialI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


