Il contributo analizza la disciplina delle partecipazioni indirette negli assetti proprietari delle banche, dedicando particolare attenzione al coordinamento degli artt. 22 e 22-bis t.u.b. con il quadro normativo europeo e con la disciplina di vigilanza. Centrale è il profilo di analisi relativo al progressivo superamento di una concezione formale della valutazione prudenziale delle partecipazioni a favore di un approccio sostanzialistico, volto a individuare i reali centri di influenza economica e gestionale sulla banca, anche in presenza di strutture partecipative complesse e multilivello. Passando per un esame integrato della normativa europea e della disciplina nazionale (primaria e secondaria), l’indagine si sofferma sul confronto tra partecipazioni indirette e acquisti “di concerto”, nonché sul ruolo dell’intestazione fiduciaria quale specifica ipotesi di dissociazione tra titolarità formale e sostanziale. Lo scritto si propone, in sostanza, di verificare se l’attuale assetto regolatorio sia in grado di assicurare un controllo prudenziale effettivo e trasparente sugli assetti proprietari bancari, riducendo i margini di opacità derivanti da strutture plurisoggettive. Al contempo, il contributo valuta le criticità derivanti dall’ampliamento dei margini valutativi delle autorità di vigilanza e la necessità di mantenere un equilibrio tra effettività del controllo, certezza delle regole, proporzionalità e garanzie procedimentali
Le partecipazioni indirette nel vigente quadro normativo sugli assetti proprietari delle banche. Ruolo e funzioni dell’intestazione fiduciaria
Gennaro Rotondo
;Angela Rombiolo
2026
Abstract
Il contributo analizza la disciplina delle partecipazioni indirette negli assetti proprietari delle banche, dedicando particolare attenzione al coordinamento degli artt. 22 e 22-bis t.u.b. con il quadro normativo europeo e con la disciplina di vigilanza. Centrale è il profilo di analisi relativo al progressivo superamento di una concezione formale della valutazione prudenziale delle partecipazioni a favore di un approccio sostanzialistico, volto a individuare i reali centri di influenza economica e gestionale sulla banca, anche in presenza di strutture partecipative complesse e multilivello. Passando per un esame integrato della normativa europea e della disciplina nazionale (primaria e secondaria), l’indagine si sofferma sul confronto tra partecipazioni indirette e acquisti “di concerto”, nonché sul ruolo dell’intestazione fiduciaria quale specifica ipotesi di dissociazione tra titolarità formale e sostanziale. Lo scritto si propone, in sostanza, di verificare se l’attuale assetto regolatorio sia in grado di assicurare un controllo prudenziale effettivo e trasparente sugli assetti proprietari bancari, riducendo i margini di opacità derivanti da strutture plurisoggettive. Al contempo, il contributo valuta le criticità derivanti dall’ampliamento dei margini valutativi delle autorità di vigilanza e la necessità di mantenere un equilibrio tra effettività del controllo, certezza delle regole, proporzionalità e garanzie procedimentaliI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


