Il contributo indaga il ruolo decisivo del giudice amministrativo nella tutela dei diritti fondamentali, con specifico riferimento al complesso ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA). L’analisi muove dalla stringente interrelazione tra l’effettività del diritto alla genitorialità e la necessaria mediazione dell’organizzazione amministrativa sanitaria, chiamata a bilanciare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con la limitatezza delle risorse pubbliche. Attraverso la disamina di rilevanti pronunce giurisprudenziali sul tema si evidenzia come il sindacato giurisdizionale esplichi una funzione espansiva e conformativa, neutralizzando le disparità territoriali e garantendo l’accesso concreto ai trattamenti, incluse le fasi farmacologiche preparatorie dei trattamenti di PMA. L’analisi si sofferma, poi, sul superamento della teorica dei “diritti inaffievolibili”, evidenziando come le pretese fondamentali del cittadino e la necessaria intermediazione del potere pubblico siano ormai destinate a coesistere. Si sottolinea come la giustizia amministrativa si configuri quale strumento imprescindibile per garantire un controllo rigoroso sulla conformità dell’azione pubblica. Tale sindacato si rivela capace di assicurare una protezione reale e tempestiva, essenziale per superare le carenze di una logica puramente risarcitoria: una mera compensazione economica risulta infatti intrinsecamente inidonea a sanare la frustrazione del percorso procreativo causata dallo spirare di inflessibili limiti biologici.
La tutela delle situazioni giuridiche soggettive fondamentali da parte del giudice amministrativo: spunti di riflessione in relazione alla procreazione medicalmente assistita
Simona Terracciano
2026
Abstract
Il contributo indaga il ruolo decisivo del giudice amministrativo nella tutela dei diritti fondamentali, con specifico riferimento al complesso ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA). L’analisi muove dalla stringente interrelazione tra l’effettività del diritto alla genitorialità e la necessaria mediazione dell’organizzazione amministrativa sanitaria, chiamata a bilanciare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con la limitatezza delle risorse pubbliche. Attraverso la disamina di rilevanti pronunce giurisprudenziali sul tema si evidenzia come il sindacato giurisdizionale esplichi una funzione espansiva e conformativa, neutralizzando le disparità territoriali e garantendo l’accesso concreto ai trattamenti, incluse le fasi farmacologiche preparatorie dei trattamenti di PMA. L’analisi si sofferma, poi, sul superamento della teorica dei “diritti inaffievolibili”, evidenziando come le pretese fondamentali del cittadino e la necessaria intermediazione del potere pubblico siano ormai destinate a coesistere. Si sottolinea come la giustizia amministrativa si configuri quale strumento imprescindibile per garantire un controllo rigoroso sulla conformità dell’azione pubblica. Tale sindacato si rivela capace di assicurare una protezione reale e tempestiva, essenziale per superare le carenze di una logica puramente risarcitoria: una mera compensazione economica risulta infatti intrinsecamente inidonea a sanare la frustrazione del percorso procreativo causata dallo spirare di inflessibili limiti biologici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


