Il contributo indaga la trasformazione dell’istruttoria sul merito creditizio nell’era del credit scoring “intelligente”, ricostruendo i profili di rischio giuridicamente rilevanti e il conseguente innalzamento dello standard di diligenza esigibile dall’intermediario. Muovendo dal coordinamento tra regolamento (UE) 2024/1689, direttiva (UE) 2023/2225 e GDPR (art. 22), l’analisi mostra come gli obblighi eurounitari di governance, tracciabilità e supervisione umana, pur privi di una compiuta disciplina rimediale armonizzata, fungano da parametro tecnicoesterno per concretizzare i doveri di correttezza e diligenza professionale nella fase genetica del rapporto (art. 1337 c.c.; artt. 120-undecies e 124-bis T.U.B.). La responsabilità viene, così, ricondotta al fatto proprio dell’intermediario attraverso la categoria della colpa organizzativa (Organisationsverschulden), spostando l’attenzione dall’algoritmo alla robustezza dei presìdi sul ciclo di vita del modello.

The essay investigates the transformation of creditworthiness assessment in the era of “intelligent” credit scoring, reconstructing the legally relevant risk profiles and the resulting increase in the standard of care expected of financial intermediaries. Building on the interplay between Regulation (EU) 2024/1689, Directive (EU) 2023/2225 and the GDPR (Article 22), the analysis shows how EU-law obligations concerning governance, traceability and human oversight – although not accompanied by a fully harmonised remedial framework – operate as an external technical benchmark for concretising the duties of good faith and professional diligence at the formative stage of the relationship (Article 1337 of the Italian Civil Code; Articles 120 undecies and 124 bis of the Italian Banking Act). Liability is thus attributed to the intermediary’s own conduct through the category of organisational fault (Organisationsverschulden), shifting the focus from the algorithm as such to the robustness of safeguards throughout the model’s life cycle.

Valutazione del merito creditizio “intelligente” e colpa organizzativa

Mario Passaretta
2025

Abstract

Il contributo indaga la trasformazione dell’istruttoria sul merito creditizio nell’era del credit scoring “intelligente”, ricostruendo i profili di rischio giuridicamente rilevanti e il conseguente innalzamento dello standard di diligenza esigibile dall’intermediario. Muovendo dal coordinamento tra regolamento (UE) 2024/1689, direttiva (UE) 2023/2225 e GDPR (art. 22), l’analisi mostra come gli obblighi eurounitari di governance, tracciabilità e supervisione umana, pur privi di una compiuta disciplina rimediale armonizzata, fungano da parametro tecnicoesterno per concretizzare i doveri di correttezza e diligenza professionale nella fase genetica del rapporto (art. 1337 c.c.; artt. 120-undecies e 124-bis T.U.B.). La responsabilità viene, così, ricondotta al fatto proprio dell’intermediario attraverso la categoria della colpa organizzativa (Organisationsverschulden), spostando l’attenzione dall’algoritmo alla robustezza dei presìdi sul ciclo di vita del modello.
2025
The essay investigates the transformation of creditworthiness assessment in the era of “intelligent” credit scoring, reconstructing the legally relevant risk profiles and the resulting increase in the standard of care expected of financial intermediaries. Building on the interplay between Regulation (EU) 2024/1689, Directive (EU) 2023/2225 and the GDPR (Article 22), the analysis shows how EU-law obligations concerning governance, traceability and human oversight – although not accompanied by a fully harmonised remedial framework – operate as an external technical benchmark for concretising the duties of good faith and professional diligence at the formative stage of the relationship (Article 1337 of the Italian Civil Code; Articles 120 undecies and 124 bis of the Italian Banking Act). Liability is thus attributed to the intermediary’s own conduct through the category of organisational fault (Organisationsverschulden), shifting the focus from the algorithm as such to the robustness of safeguards throughout the model’s life cycle.
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