Nell’ultimo ventennio alcuni stilisti hanno rappresentato il legame tra moda e patrimonio culturale “insulare” attraverso differenti approcci metodologici e comunicativi. Tra questi, spicca Marella Ferrera, che, spinta da una forte volontà di raccontare le proprie radici, ha utilizzato materiali e linguaggi fortemente legati alla rielaborazione di specifiche forme della sua cultura territoriale, come la pietra lavica, la terracotta, il papiro, che diventano parte integrante di abiti-scultura dall’alto valore evocativo. La sua storia è un processo narrativo che intreccia la ricerca di strategie design driven, con aspetti tecnico-materici e antropologici estratti dai contesti culturali cui sceglie di riferirsi; nelle sue creazioni istituisce un ibrido tra le tecniche tradizionali e le pratiche sartoriali computerizzate, al fine di mettere in luce e rinnovare l’identità complessa, stratificata e perennemente “mutante” di un territorio. La cultura materiale e immateriale che esprime diventa parte significativa dei caratteri distintivi che costruiscono l’esclusività del brand. Il percorso di Marella Ferrera si inserisce in un più ampio panorama di designer che hanno fatto della tradizione un motore di innovazione, come Antonio Marras che ha sviluppato un linguaggio stilistico che fonde la memoria della Sardegna con un’estetica contemporanea o Dolce & Gabbana, che hanno esaltato il patrimonio architettonico siculo attraverso le loro sfilate, diventando vere e proprie celebrazioni dei caratteri e dell’immaginario dell’isola. Il contributo propone una lettura incrociata degli approcci dei diversi stilisti alla rielaborazione del patrimonio culturale nella generazione di nuovi linguaggi creativi, amplificando l'impatto identitario dell’handmade italiano nel panorama contemporaneo, con un particolare focus sul percorso della stilista Marella Ferrera.

Moda e cultura insulare: La ricerca materico-espressiva di Marella Ferrera

Francesca Trovato
2025

Abstract

Nell’ultimo ventennio alcuni stilisti hanno rappresentato il legame tra moda e patrimonio culturale “insulare” attraverso differenti approcci metodologici e comunicativi. Tra questi, spicca Marella Ferrera, che, spinta da una forte volontà di raccontare le proprie radici, ha utilizzato materiali e linguaggi fortemente legati alla rielaborazione di specifiche forme della sua cultura territoriale, come la pietra lavica, la terracotta, il papiro, che diventano parte integrante di abiti-scultura dall’alto valore evocativo. La sua storia è un processo narrativo che intreccia la ricerca di strategie design driven, con aspetti tecnico-materici e antropologici estratti dai contesti culturali cui sceglie di riferirsi; nelle sue creazioni istituisce un ibrido tra le tecniche tradizionali e le pratiche sartoriali computerizzate, al fine di mettere in luce e rinnovare l’identità complessa, stratificata e perennemente “mutante” di un territorio. La cultura materiale e immateriale che esprime diventa parte significativa dei caratteri distintivi che costruiscono l’esclusività del brand. Il percorso di Marella Ferrera si inserisce in un più ampio panorama di designer che hanno fatto della tradizione un motore di innovazione, come Antonio Marras che ha sviluppato un linguaggio stilistico che fonde la memoria della Sardegna con un’estetica contemporanea o Dolce & Gabbana, che hanno esaltato il patrimonio architettonico siculo attraverso le loro sfilate, diventando vere e proprie celebrazioni dei caratteri e dell’immaginario dell’isola. Il contributo propone una lettura incrociata degli approcci dei diversi stilisti alla rielaborazione del patrimonio culturale nella generazione di nuovi linguaggi creativi, amplificando l'impatto identitario dell’handmade italiano nel panorama contemporaneo, con un particolare focus sul percorso della stilista Marella Ferrera.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/600444
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