Lo studio, ripercorrendo l’evoluzione diacronica della più recente giustizia climatica ed ambientale e in chiave comparata, si propone di analizzare la sentenza emessa dal Tribunale distrettuale dell’Aja nel caso Stichting Greenpeace Nederland et al. v. The State of the Netherlands, ossia il noto caso dell’isola di Bonaire. Tale vicenda, difatti, può essere considerata come un tassello particolarmente significativo della “climate change litigation” a livello europeo, atteso che, i giudici olandesi, nella loro pronuncia, applicando i criteri diffusi dalla ben più nota sentenza emessa dalla Corte EDU nel caso KlimaSeniorinnen, nonché, richiamando quel “duty of care” reso celebre dal precedente (e storico) caso Urgenda, in applicazione delle opinioni espresse dalla Corte Internazionale di Giustizia lo scorso luglio, hanno individuato un vero e proprio diritto ad una politica climatica adeguata e territorialmente equa che, per l’appunto, non permette alcuna discriminazione territoriale.
The paper, reviewing the diachronic evolution of the most recent climate and environmental justice in a comparative key, aims to analyse the ruling issued by the District Court of The Hague in the case of Stichting Greenpeace Nederland et al. v. The State of the Netherlands, i.e. the well-known case of the island of Bonaire. This case can be considered a particularly significant milestone in “climate change litigation” at European level, given that the Dutch judges, in their ruling, applied the criteria set out in the much better known judgment handed down by the European Court of Human Rights in the KlimaSeniorinnen case and, referring to the “duty of care” made famous by the previous (and historic) Urgenda case, in accordance with the opinions expressed by the International Court of Justice last July, identified a genuine right to an adequate and territorially equitable climate policy that does not allow for any territorial discrimination.
“Che rumore fa il cambiamento climatico?”: prime suggestioni sul Klimaatzaak Bonaire
Luca Mazza
2026
Abstract
Lo studio, ripercorrendo l’evoluzione diacronica della più recente giustizia climatica ed ambientale e in chiave comparata, si propone di analizzare la sentenza emessa dal Tribunale distrettuale dell’Aja nel caso Stichting Greenpeace Nederland et al. v. The State of the Netherlands, ossia il noto caso dell’isola di Bonaire. Tale vicenda, difatti, può essere considerata come un tassello particolarmente significativo della “climate change litigation” a livello europeo, atteso che, i giudici olandesi, nella loro pronuncia, applicando i criteri diffusi dalla ben più nota sentenza emessa dalla Corte EDU nel caso KlimaSeniorinnen, nonché, richiamando quel “duty of care” reso celebre dal precedente (e storico) caso Urgenda, in applicazione delle opinioni espresse dalla Corte Internazionale di Giustizia lo scorso luglio, hanno individuato un vero e proprio diritto ad una politica climatica adeguata e territorialmente equa che, per l’appunto, non permette alcuna discriminazione territoriale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


