Nel XVIII secolo, il Regno di Napoli e Sicilia diventa laboratorio politico-culturale, dove il Grand Tour e la riorganizzazione degli spazi politici si intrecciano in una strategia di legittimazione monarchica. Carlo di Borbone ridefinisce il rapporto tra sovranità e cultura attraverso i Siti Reali e la valorizzazione di Pompei ed Ercolano, mentre Vanvitelli traduce questa visione in scenografie di potere. La corte borbonica fonde rituali, caccia e percorsi culturali in un sistema elitario, aprendo la Campania al mito europeo del “paesaggio dell’anima”. La modernizzazione territoriale e la tutela dei beni culturali consolidano un modello di regalità spettacolo, la cui eredità continua a plasmare l’immaginario del Sud Italia (ma che dovrebbe favorirne un’adeguata valorizzazione).
Riscrivere il potere definendo lo spazio. Il Regno di Napoli tra Grand Tour e modernità. Alcuni temi di storiografia recente.
Barbara Bevilacqua
2025
Abstract
Nel XVIII secolo, il Regno di Napoli e Sicilia diventa laboratorio politico-culturale, dove il Grand Tour e la riorganizzazione degli spazi politici si intrecciano in una strategia di legittimazione monarchica. Carlo di Borbone ridefinisce il rapporto tra sovranità e cultura attraverso i Siti Reali e la valorizzazione di Pompei ed Ercolano, mentre Vanvitelli traduce questa visione in scenografie di potere. La corte borbonica fonde rituali, caccia e percorsi culturali in un sistema elitario, aprendo la Campania al mito europeo del “paesaggio dell’anima”. La modernizzazione territoriale e la tutela dei beni culturali consolidano un modello di regalità spettacolo, la cui eredità continua a plasmare l’immaginario del Sud Italia (ma che dovrebbe favorirne un’adeguata valorizzazione).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


