Il contributo analizza i contenuti della sentenza della Corte costituzionale n. 89 del 1° luglio 2025, che ha dichiarato costituzionalmente illegittime le disposizioni in materia di concessioni balneari a uso turistico-ricreativo contenute nella legge della Regione Toscana n. 30 del 29 luglio 2024, per contrasto con la competenza esclusiva statale in materia di «tutela della concorrenza» (art. 117, secondo comma, lett. e) Cost.). Più nello specifico, l’articolo indaga le argomentazioni della Consulta nella prospettiva della giurisprudenza costituzionale pregressa (con particolare riferimento alla sentenza n. 157 del 7 luglio 2017, che aveva sanzionato un analogo provvedimento legislativo della stessa Regione) e tenuto conto dei mutamenti normativi e giurisprudenziali nel frattempo intervenuti, nella cornice più ampia del dialogo/scontro tra Italia e Unione Europea per giungere a una disciplina delle concessioni demaniali marittime pienamente compatibile con il diritto eurounitario.

La sentenza n. 89 del 2025 e l’incompetenza regionale sulle concessioni balneari: quando per la Corte costituzionale è meglio non dire

Roberto Ricciardelli
2025

Abstract

Il contributo analizza i contenuti della sentenza della Corte costituzionale n. 89 del 1° luglio 2025, che ha dichiarato costituzionalmente illegittime le disposizioni in materia di concessioni balneari a uso turistico-ricreativo contenute nella legge della Regione Toscana n. 30 del 29 luglio 2024, per contrasto con la competenza esclusiva statale in materia di «tutela della concorrenza» (art. 117, secondo comma, lett. e) Cost.). Più nello specifico, l’articolo indaga le argomentazioni della Consulta nella prospettiva della giurisprudenza costituzionale pregressa (con particolare riferimento alla sentenza n. 157 del 7 luglio 2017, che aveva sanzionato un analogo provvedimento legislativo della stessa Regione) e tenuto conto dei mutamenti normativi e giurisprudenziali nel frattempo intervenuti, nella cornice più ampia del dialogo/scontro tra Italia e Unione Europea per giungere a una disciplina delle concessioni demaniali marittime pienamente compatibile con il diritto eurounitario.
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