Lo scritto esamina le modalità attraverso cui l’ordinamento “reagisce” alle fattispecie di difformità edilizia, evidenziandone l’andamento ondivago, che oscilla tra l’introduzione di sempre nuovi strumenti di regolarizzazione e la conferma di un rigido modello di repressione. A tal fine, l’Autore analizza la natura del potere di vigilanza e sanzionatorio in materia edilizia, mettendone e in discussione l’attualità dell’impianto tradizionale che inquadra tali poteri tra quelli a carattere interamente vincolato. Lo scritto evidenzia, poi, alcuni profili di contraddittorietà che connotano l’attuale modello di reazione ordinamentale, con una attenzione specifica a quello che probabilmente rappresenta il vero nodo critico del tema del presente saggio, ovvero, sulla solo teorica rigidità dell’impianto repressivo, in ragione della grave carenza di effettività che lo contraddistingue. Nelle conclusioni si delineano alcune possibili soluzioni alle diverse criticità emerse, prospettando l’introduzione di un modello di intervento dotato di maggiore flessibilità, idoneo a fronteggiare il grado di complessità ed eterogeneità proprio dell’attuale regime delle difformità edilizie.

The paper examines the ways in which the legal system “reacts” to cases of building non-compliance, highlighting its fluctuating approach, between the introduction of ever-new regularization tools and the confirmation of a rigid model of repression. To this end, the author analyses the nature of supervisory and sanctioning powers, questioning the relevance of the traditional framework that classifies these powers as entirely binding. The paper then highlights some of the contradictions that characterize the current model of regulatory response, with specific attention to what is probably the real critical point of the issue addressed in this essay, namely, the purely theoretical rigidity of the repressive system, given its serious lack of effectiveness. The conclusions outline some possible solutions to the critical issues that have emerged, proposing the introduction of a more flexible intervention model, capable of addressing the complexity and heterogeneity of the current regime of building non-compliance.

Le difformità edilizie: gli spazi della discrezionalità tra regolarizzazione e repressione

marco calabro'
2026

Abstract

Lo scritto esamina le modalità attraverso cui l’ordinamento “reagisce” alle fattispecie di difformità edilizia, evidenziandone l’andamento ondivago, che oscilla tra l’introduzione di sempre nuovi strumenti di regolarizzazione e la conferma di un rigido modello di repressione. A tal fine, l’Autore analizza la natura del potere di vigilanza e sanzionatorio in materia edilizia, mettendone e in discussione l’attualità dell’impianto tradizionale che inquadra tali poteri tra quelli a carattere interamente vincolato. Lo scritto evidenzia, poi, alcuni profili di contraddittorietà che connotano l’attuale modello di reazione ordinamentale, con una attenzione specifica a quello che probabilmente rappresenta il vero nodo critico del tema del presente saggio, ovvero, sulla solo teorica rigidità dell’impianto repressivo, in ragione della grave carenza di effettività che lo contraddistingue. Nelle conclusioni si delineano alcune possibili soluzioni alle diverse criticità emerse, prospettando l’introduzione di un modello di intervento dotato di maggiore flessibilità, idoneo a fronteggiare il grado di complessità ed eterogeneità proprio dell’attuale regime delle difformità edilizie.
2026
The paper examines the ways in which the legal system “reacts” to cases of building non-compliance, highlighting its fluctuating approach, between the introduction of ever-new regularization tools and the confirmation of a rigid model of repression. To this end, the author analyses the nature of supervisory and sanctioning powers, questioning the relevance of the traditional framework that classifies these powers as entirely binding. The paper then highlights some of the contradictions that characterize the current model of regulatory response, with specific attention to what is probably the real critical point of the issue addressed in this essay, namely, the purely theoretical rigidity of the repressive system, given its serious lack of effectiveness. The conclusions outline some possible solutions to the critical issues that have emerged, proposing the introduction of a more flexible intervention model, capable of addressing the complexity and heterogeneity of the current regime of building non-compliance.
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