Il contributo analizza le potenzialità didattiche dell’integrazione tra osservazione diretta del territorio e tecnologie immersive nell’insegnamento della geografia, prendendo come caso di studio l’esperienza svolta tra il Parco Nazionale del Vesuvio e il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano in occasione del 65° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia. L’articolo evidenzia come il paesaggio vulcanico vesuviano costituisca un vero e proprio laboratorio di formazione geografica, nel quale leggere in modo concreto i rapporti tra ambiente, uso del suolo, vulnerabilità territoriale, rischio e patrimonio. Parallelamente, il MAV viene presentato come uno spazio di apprendimento interattivo capace di ampliare la comprensione storica e geografica attraverso realtà virtuale, ricostruzioni 3D, installazioni multisensoriali e percorsi immersivi dedicati all’eruzione del 79 d.C. e alla città antica di Ercolano. Il saggio sostiene che esperienza reale e dimensione virtuale non debbano essere considerate alternative, ma complementari, poiché la loro integrazione favorisce una didattica più coinvolgente, critica e partecipativa, rafforzando l’interesse degli studenti verso il paesaggio vesuviano, i beni archeologici e il complesso rapporto uomo-ambiente.

Educazione geografica tra sentieri di lava e percorsi virtuali. Il Parco Nazionale del Vesuvio e il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano

Noemi Barone
2023

Abstract

Il contributo analizza le potenzialità didattiche dell’integrazione tra osservazione diretta del territorio e tecnologie immersive nell’insegnamento della geografia, prendendo come caso di studio l’esperienza svolta tra il Parco Nazionale del Vesuvio e il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano in occasione del 65° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia. L’articolo evidenzia come il paesaggio vulcanico vesuviano costituisca un vero e proprio laboratorio di formazione geografica, nel quale leggere in modo concreto i rapporti tra ambiente, uso del suolo, vulnerabilità territoriale, rischio e patrimonio. Parallelamente, il MAV viene presentato come uno spazio di apprendimento interattivo capace di ampliare la comprensione storica e geografica attraverso realtà virtuale, ricostruzioni 3D, installazioni multisensoriali e percorsi immersivi dedicati all’eruzione del 79 d.C. e alla città antica di Ercolano. Il saggio sostiene che esperienza reale e dimensione virtuale non debbano essere considerate alternative, ma complementari, poiché la loro integrazione favorisce una didattica più coinvolgente, critica e partecipativa, rafforzando l’interesse degli studenti verso il paesaggio vesuviano, i beni archeologici e il complesso rapporto uomo-ambiente.
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