Nell’incipit dell’Inno a Helios Re (130 c), Giuliano si dichiara ὀπαδὸς Ἡλίου e afferma: Τούτου δὲ ἔχω μὲν οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ τὰς πίστεις ἀκριβεστέρας. L’interpre- tazione vulgata del luogo vede nel complemento οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ un’allusione al tempio eliaco che Giuliano aveva fatto costruire nel palazzo imperiale di Costantinopoli, secondo una notizia data da Liban., or. 18, 127; a giudizio di molti degli interpreti che seguono tale esegesi, l’Apostata farebbe riferimento ad un Mithraeum e le πίστεις ἀκριβέστεραι consisterebbero nel santuario stesso e/o nei signa della μύησις in esso conservati; inoltre, una traccia dell’iniziazione ai misteri mithraici sarebbe da vedere nella stringa (ibid., 130 c), ὃ δέ μοι θέμις εἰπεῖν καὶ ἀνεμέσητον, che alluderebbe al segreto iniziatico custodito da Giuliano «a casa». L’articolo contesta questa esegesi – comunemente addotta tra le prove del presunto mithraismo di Giuliano – anzitutto dimostrando, sulla base di confronti con altre opere giulianee, che il lessico misterico impiegato nel contesto ammette, più plausibilmente, un’interpretazione metaforica. Viene poi proposta la decodifica in senso traslato anche di οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ: non già «a casa mia, da me», bensì «dentro me stesso». Tale esegesi può essere corroborata, tra l’altro, dal confronto, sinora non esperito, con Iulian., c. Her. Cyn. 238 d-239 a, dove è possibile riscontrare il significato metaforico di οἴκοι παρ’ ἑαυτῷ riferito a Diogene cinico. Le «prove più pre- cise» della condizione di ὀπαδὸς Ἡλίου vanno piuttosto cercate nel personale rappor- to che unisce fin dall’infanzia Giuliano a Helios, rapporto che è trasfigurato nel mito autobiografico narrato in c. Her. Cyn. 227 c-234 c. Non va, inoltre, trascurata la possibile allusione anche alla dimensione iperurania dello speciale legame, dal momento che ὀπαδός di per sé rinvia a Plat., Phaedr. 252 c-253 c, dove si legge che ciascun’anima nella preesistenza è stata al séguito di un dio del quale mantiene le caratteristiche una volta giunta nel corpo. La pur fortunata ‘pista’ mithraica non sembra in grado di cogliere le profonde risonanze platoniche e neoplatoniche del testo, rispondenti alla dimensione speculativa e filosofica dello Ἑλληνισμός giulianeo: tali conclusioni collimano, peraltro, con il ridimensionamento, validamente sostenuto in tempi abbastanza recenti, del presunto mithraismo di Giuliano.

Per l’esegesi di Giuliano, Inno a Helios Re 130 c οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ

Giuseppe Nardiello
2025

Abstract

Nell’incipit dell’Inno a Helios Re (130 c), Giuliano si dichiara ὀπαδὸς Ἡλίου e afferma: Τούτου δὲ ἔχω μὲν οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ τὰς πίστεις ἀκριβεστέρας. L’interpre- tazione vulgata del luogo vede nel complemento οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ un’allusione al tempio eliaco che Giuliano aveva fatto costruire nel palazzo imperiale di Costantinopoli, secondo una notizia data da Liban., or. 18, 127; a giudizio di molti degli interpreti che seguono tale esegesi, l’Apostata farebbe riferimento ad un Mithraeum e le πίστεις ἀκριβέστεραι consisterebbero nel santuario stesso e/o nei signa della μύησις in esso conservati; inoltre, una traccia dell’iniziazione ai misteri mithraici sarebbe da vedere nella stringa (ibid., 130 c), ὃ δέ μοι θέμις εἰπεῖν καὶ ἀνεμέσητον, che alluderebbe al segreto iniziatico custodito da Giuliano «a casa». L’articolo contesta questa esegesi – comunemente addotta tra le prove del presunto mithraismo di Giuliano – anzitutto dimostrando, sulla base di confronti con altre opere giulianee, che il lessico misterico impiegato nel contesto ammette, più plausibilmente, un’interpretazione metaforica. Viene poi proposta la decodifica in senso traslato anche di οἴκοι παρ’ ἐμαυτῷ: non già «a casa mia, da me», bensì «dentro me stesso». Tale esegesi può essere corroborata, tra l’altro, dal confronto, sinora non esperito, con Iulian., c. Her. Cyn. 238 d-239 a, dove è possibile riscontrare il significato metaforico di οἴκοι παρ’ ἑαυτῷ riferito a Diogene cinico. Le «prove più pre- cise» della condizione di ὀπαδὸς Ἡλίου vanno piuttosto cercate nel personale rappor- to che unisce fin dall’infanzia Giuliano a Helios, rapporto che è trasfigurato nel mito autobiografico narrato in c. Her. Cyn. 227 c-234 c. Non va, inoltre, trascurata la possibile allusione anche alla dimensione iperurania dello speciale legame, dal momento che ὀπαδός di per sé rinvia a Plat., Phaedr. 252 c-253 c, dove si legge che ciascun’anima nella preesistenza è stata al séguito di un dio del quale mantiene le caratteristiche una volta giunta nel corpo. La pur fortunata ‘pista’ mithraica non sembra in grado di cogliere le profonde risonanze platoniche e neoplatoniche del testo, rispondenti alla dimensione speculativa e filosofica dello Ἑλληνισμός giulianeo: tali conclusioni collimano, peraltro, con il ridimensionamento, validamente sostenuto in tempi abbastanza recenti, del presunto mithraismo di Giuliano.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/579352
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