Il contributo prende le mosse da alcune recenti ordinanze di merito in tema di provvedimenti d’urgenza ex art. 700 c.p.c., per interrogarsi sulla nozione attuale di “residualità” del rimedio atipico alla luce del nuovo assetto delineato dalla riforma Cartabia. Il lavoro ricostruisce, in chiave diacronica e sistematica, come la rielaborazione degli artt. 657 e 658 c.p.c. (non) abbia ridotto gli spazi che, nella prassi, venivano colmati proprio dall’art. 700 c.p.c. La tesi sostenuta è che la residualità non rappresenti un limite, ma una vera e propria riserva di giustizia, destinata a operare ogni volta in cui l’apparato processuale tipizzato, pur aggiornato dal legislatore, non sia in grado di soddisfare in modo adeguato e tempestivo la necessità di tutela del diritto sostanziale.
Riflessioni sull’art. 700 c.p.c., (anche) alla luce della riforma Cartabia
Alessandro Carissimo
2025
Abstract
Il contributo prende le mosse da alcune recenti ordinanze di merito in tema di provvedimenti d’urgenza ex art. 700 c.p.c., per interrogarsi sulla nozione attuale di “residualità” del rimedio atipico alla luce del nuovo assetto delineato dalla riforma Cartabia. Il lavoro ricostruisce, in chiave diacronica e sistematica, come la rielaborazione degli artt. 657 e 658 c.p.c. (non) abbia ridotto gli spazi che, nella prassi, venivano colmati proprio dall’art. 700 c.p.c. La tesi sostenuta è che la residualità non rappresenti un limite, ma una vera e propria riserva di giustizia, destinata a operare ogni volta in cui l’apparato processuale tipizzato, pur aggiornato dal legislatore, non sia in grado di soddisfare in modo adeguato e tempestivo la necessità di tutela del diritto sostanziale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


