Il presente contributo esplora le implicazioni giuridiche della produzione artistica generata da sistemi di intelligenza artificiale evolutiva, con particolare riferimento alle reti neurali generative capaci di apprendere e modificarsi autonomamente nel tempo. Superando la dicotomia ormai classica tra autore umano e strumento tecnologico, si propone una nuova categoria teorica: l’autorialità algoritmica evolutiva. Tale nozione consente di concepire il processo creativo computazionale non come un’emanazione dell’umano, ma come una forma emergente di soggettività giuridica funzionale, capace di fondare titolarità e responsabilità in ambito autoriale. Attraverso un’analisi critica delle principali tradizioni giuridiche (continentale e anglosassone) e dei primi approcci comparatistici a livello normativo e dottrinale, si delinea un possibile assetto normativo post-antropocentrico, in grado di riconoscere e regolare la creatività non umana senza dissolvere la coerenza del sistema del diritto d’autore. L’articolo si conclude con una riflessione prospettica sulla necessità di ripensare il concetto stesso di “autore” nell’epoca della computazione generativa.

Algoritmo, dunque autore? Il diritto d’autore alla prova della creatività non umana

Fabio Zambardino
2025

Abstract

Il presente contributo esplora le implicazioni giuridiche della produzione artistica generata da sistemi di intelligenza artificiale evolutiva, con particolare riferimento alle reti neurali generative capaci di apprendere e modificarsi autonomamente nel tempo. Superando la dicotomia ormai classica tra autore umano e strumento tecnologico, si propone una nuova categoria teorica: l’autorialità algoritmica evolutiva. Tale nozione consente di concepire il processo creativo computazionale non come un’emanazione dell’umano, ma come una forma emergente di soggettività giuridica funzionale, capace di fondare titolarità e responsabilità in ambito autoriale. Attraverso un’analisi critica delle principali tradizioni giuridiche (continentale e anglosassone) e dei primi approcci comparatistici a livello normativo e dottrinale, si delinea un possibile assetto normativo post-antropocentrico, in grado di riconoscere e regolare la creatività non umana senza dissolvere la coerenza del sistema del diritto d’autore. L’articolo si conclude con una riflessione prospettica sulla necessità di ripensare il concetto stesso di “autore” nell’epoca della computazione generativa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/575564
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