Il saggio intende esaminare e rivalutare il contributo intellettuale di Francesco Saverio Nitti alle elaborazioni del liberalismo europeo tra le due guerre mondiali. Spesso sottovalutata in patria, infatti, la voce di questo autorevole esponente di un riformismo democratico divenne all’estero, e soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, vero e proprio punto di riferimento del pensiero liberale ed europeista. A partire dal 1922, cioè dopo l’esperienza di governo, Nitti affrontò due fecondi decenni di scrittura che, in un insieme organico e sistematico di opere, ci lasciano una delle architetture più lucide ed elaborata sulla pace europea, la democrazia e il liberalismo, tanto da valergli la proposta di concorrere al Nobel per la pace alla metà degli anni ’20. Un’opera varia e prolifica che affrontò i temi della pace europea ma anche del destino della democrazia di fronte alle sfide poste dai fascismi, il tema della libertà individuale e collettiva nonché una profonda disamina degli autoritarismi europei nella loro evoluzione verso il totalitarismo.

The essay intends to examine and re-evaluate the intellectual contribution of Francesco Saverio Nitti to the elaborations of European liberalism between the two world wars. Often underestimated at home, in fact, the voice of this authoritative exponent of democratic reformism became a real point of reference for liberal and pro-European thought abroad, and especially in the United Kingdom and the United States. Starting from 1922, that is, after the experience of government, Nitti faced two fruitful decades of writing which, in an organic and systematic set of works, leave us one of the most lucid and elaborate architectures on European peace, democracy and liberalism, so much so that he was offered the proposal to compete for the Nobel Peace Prize in the mid-1920s. A varied and prolific work that addressed the themes of European peace but also the fate of democracy in the face of the challenges posed by fascisms, the theme of individual and collective freedom as well as a profound examination of European authoritarianisms in their evolution towards totalitarianism.

PACE, EUROPA E DEMOCRAZIA. FRANCESCO SAVERIO NITTI NEGLI ANNI TRA LE DUE GUERRE MONDIALI.

Francesca Canale Cama
2022

Abstract

The essay intends to examine and re-evaluate the intellectual contribution of Francesco Saverio Nitti to the elaborations of European liberalism between the two world wars. Often underestimated at home, in fact, the voice of this authoritative exponent of democratic reformism became a real point of reference for liberal and pro-European thought abroad, and especially in the United Kingdom and the United States. Starting from 1922, that is, after the experience of government, Nitti faced two fruitful decades of writing which, in an organic and systematic set of works, leave us one of the most lucid and elaborate architectures on European peace, democracy and liberalism, so much so that he was offered the proposal to compete for the Nobel Peace Prize in the mid-1920s. A varied and prolific work that addressed the themes of European peace but also the fate of democracy in the face of the challenges posed by fascisms, the theme of individual and collective freedom as well as a profound examination of European authoritarianisms in their evolution towards totalitarianism.
Il saggio intende esaminare e rivalutare il contributo intellettuale di Francesco Saverio Nitti alle elaborazioni del liberalismo europeo tra le due guerre mondiali. Spesso sottovalutata in patria, infatti, la voce di questo autorevole esponente di un riformismo democratico divenne all’estero, e soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, vero e proprio punto di riferimento del pensiero liberale ed europeista. A partire dal 1922, cioè dopo l’esperienza di governo, Nitti affrontò due fecondi decenni di scrittura che, in un insieme organico e sistematico di opere, ci lasciano una delle architetture più lucide ed elaborata sulla pace europea, la democrazia e il liberalismo, tanto da valergli la proposta di concorrere al Nobel per la pace alla metà degli anni ’20. Un’opera varia e prolifica che affrontò i temi della pace europea ma anche del destino della democrazia di fronte alle sfide poste dai fascismi, il tema della libertà individuale e collettiva nonché una profonda disamina degli autoritarismi europei nella loro evoluzione verso il totalitarismo.
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