Propaggine della penisola sorrentina, il territorio lubrense è da sempre caratterizzato dall’assenza di un unico centro urbano di riferimento e dalla compresenza di un numero insolitamente elevato di casali sparsi, un debole modello insediativo che già nel 1133 avrebbe portato alla realizzazione sul colle dell’Annunziata di un Corpus Civitatis fortificato raccolto intorno alla cattedrale e ad un castello. Il castrum avrà però vita breve, raso al suolo nel 1273 per volontà di Carlo I d’Angiò, deciso a punire una comunità dimostratasi infedele durante le guerre di successione al trono napoletano. Riedificato nel 1389, l’insediamento avrebbe progressivamente perso il ruolo di centro amministrativo e religioso per conservare le sole funzioni difensive; assediato dagli Aragonesi nel 1458, fu nuovamente distrutto cinque anni dopo dalle truppe di Ferrante I. Solo l’incursione corsara nel 1558 convinse l’Università di Massa della necessità di potenziare l’intero sistema difensivo costiero e di ripristinare il fortilizio, da tempo abbandonato ma nuovamente riconosciuto quale indispensabile presidio collinare. I lavori per la ricostruzione della cittadella, un singolare esempio di insediamento fortificato progettato dal Regio Ingegnere Giacomo Lanteri adattando ciò che rimaneva delle precedenti fortificazioni al modello del fronte bastionato, furono avviati nel 1564 e portati avanti per oltre un trentennio. In questo contributo viene approfondita proprio quest’ultima fase delle lunghe vicende del castello, colpevolmente trascurato dalla storiografia architettonica nonostante il contributo del Lantieri, figura di primissimo piano nella trattatistica militare italiana della seconda metà del Cinquecento e per molti versi ispiratore dei diversi progetti avanzati nell’ultimo quarto secolo per la realizzazione di una cittadella collinare a difesa della città di Napoli.

"Un castello molto forte, e difficile ad espugnarsi". La cittadella dell’Annunziata a Massa Lubrense

Giuseppe Pignatelli Spinazzola
2019

Abstract

Propaggine della penisola sorrentina, il territorio lubrense è da sempre caratterizzato dall’assenza di un unico centro urbano di riferimento e dalla compresenza di un numero insolitamente elevato di casali sparsi, un debole modello insediativo che già nel 1133 avrebbe portato alla realizzazione sul colle dell’Annunziata di un Corpus Civitatis fortificato raccolto intorno alla cattedrale e ad un castello. Il castrum avrà però vita breve, raso al suolo nel 1273 per volontà di Carlo I d’Angiò, deciso a punire una comunità dimostratasi infedele durante le guerre di successione al trono napoletano. Riedificato nel 1389, l’insediamento avrebbe progressivamente perso il ruolo di centro amministrativo e religioso per conservare le sole funzioni difensive; assediato dagli Aragonesi nel 1458, fu nuovamente distrutto cinque anni dopo dalle truppe di Ferrante I. Solo l’incursione corsara nel 1558 convinse l’Università di Massa della necessità di potenziare l’intero sistema difensivo costiero e di ripristinare il fortilizio, da tempo abbandonato ma nuovamente riconosciuto quale indispensabile presidio collinare. I lavori per la ricostruzione della cittadella, un singolare esempio di insediamento fortificato progettato dal Regio Ingegnere Giacomo Lanteri adattando ciò che rimaneva delle precedenti fortificazioni al modello del fronte bastionato, furono avviati nel 1564 e portati avanti per oltre un trentennio. In questo contributo viene approfondita proprio quest’ultima fase delle lunghe vicende del castello, colpevolmente trascurato dalla storiografia architettonica nonostante il contributo del Lantieri, figura di primissimo piano nella trattatistica militare italiana della seconda metà del Cinquecento e per molti versi ispiratore dei diversi progetti avanzati nell’ultimo quarto secolo per la realizzazione di una cittadella collinare a difesa della città di Napoli.
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