I noduli tiroidei benigni rappresentano una condizione clinica estremamente frequente nella popolazione generale. Sulla base delle loro caratteristiche cliniche, morfologiche e funzionali, i noduli tiroidei possono essere gestiti mediante trattamento farmacologico, procedure mini-invasive o trattamento chirurgico. Negli ultimi anni, le tecniche mini-invasive di ablazione termica hanno assunto un ruolo crescente come alternativa alla chirurgia tradizionale, consentendo una significativa riduzione volumetrica del nodulo con una minore invasività e con la possibilità di preservare il tessuto tiroideo sano. Tra queste metodiche, l’ablazione laser (LA), prima tecnica applicata in vivo in Italia e proposta per i noduli tiroidei, ha dimostrato un’elevata efficacia nel trattamento dei noduli tiroidei benigni solidi. Tuttavia, una valutazione approfondita della frequenza, della tipologia e della gestione delle complicanze associate alla procedura è fondamentale per definirne con maggiore precisione il profilo di sicurezza. L’obiettivo generale di questo progetto di dottorato è stato valutare le complicanze associate all’ablazione laser dei noduli tiroidei benigni solidi attraverso l’integrazione dell’esperienza clinica istituzionale con una revisione sistematica e una meta-analisi della letteratura disponibile. In particolare, lo studio si è proposto di caratterizzare le complicanze osservate nei pazienti sottoposti alla tecnica minimamente invasiva presso il centro di riferimento, di identificare sistematicamente le evidenze disponibili in letteratura sugli eventi avversi associati alla procedura e di stimarne, mediante meta-analisi, la prevalenza complessiva, distinguendo tra complicanze minori e maggiori. Un ulteriore obiettivo è stato quello di analizzare le singole tipologie di complicanze e le relative modalità di gestione, esplorando, inoltre, le possibili fonti di eterogeneità tra gli studi mediante analisi di sottogruppo e meta-regressioni. È stato inizialmente condotto uno studio osservazionale retrospettivo presso l’Unità di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’AOU Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, includendo 77 pazienti con 77 noduli tiroidei solidi benigni sottoposti a LA tra giugno 2021 e giugno 2024. Nella coorte istituzionale sono state osservate 51 complicanze, di cui 50 classificate come minori e una come maggiore. Gli eventi minori comprendevano principalmente dolore locale, febbre, ematoma cervicale e tosse, mentre l’unica complicanza maggiore era rappresentata da una lesione esofagea associata a ematemesi. Nel complesso, le complicanze osservate nella pratica clinica si sono dimostrate prevalentemente transitorie e gestibili con un trattamento conservativo. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura mediante ricerca nei principali database bibliografici (PubMed, Scopus e Web of Science), con l’obiettivo di identificare gli studi che riportavano dati sulle complicanze associate alla LA dei noduli tiroidei benigni solidi. I dati dello studio istituzionale sono stati successivamente integrati con quelli degli studi selezionati nella meta-analisi, al fine di stimare la prevalenza aggregata delle complicanze complessive, minori e maggiori, nonché delle singole tipologie di eventi avversi. Sono state inoltre eseguite analisi di sottogruppo e meta-regressioni per valutare la possibile influenza di differenti caratteristiche cliniche, procedurali e metodologiche sull’eterogeneità osservata tra gli studi. La revisione sistematica ha incluso complessivamente 39 studi, per un totale di 4.745 noduli trattati. La meta-analisi ha evidenziato una prevalenza aggregata delle complicanze complessive pari al 23% (IC 95%: 17–30%), delle complicanze minori pari al 21% (IC 95%: 15–27%) e delle complicanze maggiori pari al 2% (IC 95%: 1–3%). Tra le complicanze specifiche, il dolore locale è risultato l’evento più frequente, con una prevalenza aggregata del 15%, seguito dalla febbre, con una prevalenza del 4%, dall’ematoma cervicale, pari al 2%, e dalla disfonia, anch’essa pari al 2%. Le analisi di sottogruppo e le meta-regressioni hanno consentito di approfondire le possibili determinanti dell’eterogeneità tra gli studi, valutando il ruolo di differenti caratteristiche della popolazione, della procedura e della gestione peri-procedurale. Nel complesso, i risultati di questo progetto di dottorato confermano che l’ablazione laser dei noduli tiroidei benigni solidi rappresenta una tecnica sicura e una valida opzione terapeutica mini-invasiva. Le complicanze associate alla procedura sono prevalentemente di tipo minore e, nella maggior parte dei casi, transitorie e facilmente gestibili, mentre gli eventi maggiori risultano poco frequenti.
Benign thyroid nodules are very common clinical condition in the general population. Based on their clinical, morphological, and functional characteristics, thyroid nodules may be managed with pharmacological treatment, minimally invasive procedures, or surgery. In recent years, minimally invasive thermal ablation techniques have gained an increasingly important role as an alternative to traditional surgery, allowing a significant reduction in nodule volume with lower invasiveness and the possibility of preserving healthy thyroid tissue. Among these techniques, laser ablation (LA), the first technique applied in vivo in Italy and proposed for the treatment of thyroid nodules, has demonstrated high efficacy in the management of benign solid thyroid nodules. However, a thorough assessment of the frequency, type, and management of procedure-related complications is essential to better define its safety profile. The general aim of this PhD project was to evaluate complications associated with laser ablation of benign solid thyroid nodules by integrating institutional clinical experience with a systematic review and meta-analysis of the available literature. In particular, the study aimed to characterize the complications observed in patients undergoing this minimally invasive technique at the reference center, to systematically identify the available evidence in the literature on procedure-related adverse events, and to estimate their overall prevalence through meta-analysis, distinguishing between minor and major complications. A further objective was to analyze the individual types of complications and their management strategies, while also exploring possible sources of heterogeneity across studies through subgroup analyses and meta-regression analyses. An observational retrospective study was initially conducted at the Unit of Endocrinology and Metabolic Diseases of the AOU University of Campania “Luigi Vanvitelli”, including 77 patients with 77 benign solid thyroid nodules treated with LA between June 2021 and June 2024. In the institutional cohort, 51 complications were observed, of which 50 were classified as minor and one as major. Minor events mainly included local pain, fever, cervical hematoma, and cough, whereas the only major complication was an esophageal injury associated with hematemesis. Overall, the complications observed in clinical practice were predominantly transient and manageable with conservative treatment. A systematic review of the literature was conducted by searching the main bibliographic databases (PubMed, Scopus, and Web of Science) to identify studies reporting data on complications associated with LA of benign solid thyroid nodules. Data from the institutional study were subsequently integrated with those from the studies selected for the meta-analysis in order to estimate the pooled prevalence of overall, minor, and major complications, as well as the prevalence of individual adverse events. Subgroup analyses and meta-regression analyses were also performed to assess the potential influence of different clinical, procedural, and methodological characteristics on the heterogeneity observed across studies. The systematic review included a total of 39 studies, comprising 4,745 treated nodules. The meta-analysis showed a pooled prevalence of overall complications of 23% (95% CI: 17–30%), minor complications of 21% (95% CI: 15–27%), and major complications of 2% (95% CI: 1–3%). Among specific complications, local pain was the most frequent event, with a pooled prevalence of 15%, followed by fever at 4%, cervical hematoma at 2%, and dysphonia at 2%. Subgroup analyses and meta-regression analyses allowed a more in-depth investigation of the potential determinants of heterogeneity across studies, evaluating the role of different population characteristics, procedural factors, and peri-procedural management. Overall, the results of this PhD project confirm that laser ablation of benign solid thyroid nodules is a safe technique and a valid minimally invasive therapeutic option. Procedure-related complications are predominantly minor and, in most cases, transient and easily manageable, while major adverse events are uncommon.
Prevalence and Management of Complications of Laser Ablation for Benign Thyroid Nodules / Ferrazzano, P.. - (2026 Oct 19).
Prevalence and Management of Complications of Laser Ablation for Benign Thyroid Nodules
FERRAZZANO, PAMELA
2026
Abstract
I noduli tiroidei benigni rappresentano una condizione clinica estremamente frequente nella popolazione generale. Sulla base delle loro caratteristiche cliniche, morfologiche e funzionali, i noduli tiroidei possono essere gestiti mediante trattamento farmacologico, procedure mini-invasive o trattamento chirurgico. Negli ultimi anni, le tecniche mini-invasive di ablazione termica hanno assunto un ruolo crescente come alternativa alla chirurgia tradizionale, consentendo una significativa riduzione volumetrica del nodulo con una minore invasività e con la possibilità di preservare il tessuto tiroideo sano. Tra queste metodiche, l’ablazione laser (LA), prima tecnica applicata in vivo in Italia e proposta per i noduli tiroidei, ha dimostrato un’elevata efficacia nel trattamento dei noduli tiroidei benigni solidi. Tuttavia, una valutazione approfondita della frequenza, della tipologia e della gestione delle complicanze associate alla procedura è fondamentale per definirne con maggiore precisione il profilo di sicurezza. L’obiettivo generale di questo progetto di dottorato è stato valutare le complicanze associate all’ablazione laser dei noduli tiroidei benigni solidi attraverso l’integrazione dell’esperienza clinica istituzionale con una revisione sistematica e una meta-analisi della letteratura disponibile. In particolare, lo studio si è proposto di caratterizzare le complicanze osservate nei pazienti sottoposti alla tecnica minimamente invasiva presso il centro di riferimento, di identificare sistematicamente le evidenze disponibili in letteratura sugli eventi avversi associati alla procedura e di stimarne, mediante meta-analisi, la prevalenza complessiva, distinguendo tra complicanze minori e maggiori. Un ulteriore obiettivo è stato quello di analizzare le singole tipologie di complicanze e le relative modalità di gestione, esplorando, inoltre, le possibili fonti di eterogeneità tra gli studi mediante analisi di sottogruppo e meta-regressioni. È stato inizialmente condotto uno studio osservazionale retrospettivo presso l’Unità di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’AOU Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, includendo 77 pazienti con 77 noduli tiroidei solidi benigni sottoposti a LA tra giugno 2021 e giugno 2024. Nella coorte istituzionale sono state osservate 51 complicanze, di cui 50 classificate come minori e una come maggiore. Gli eventi minori comprendevano principalmente dolore locale, febbre, ematoma cervicale e tosse, mentre l’unica complicanza maggiore era rappresentata da una lesione esofagea associata a ematemesi. Nel complesso, le complicanze osservate nella pratica clinica si sono dimostrate prevalentemente transitorie e gestibili con un trattamento conservativo. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura mediante ricerca nei principali database bibliografici (PubMed, Scopus e Web of Science), con l’obiettivo di identificare gli studi che riportavano dati sulle complicanze associate alla LA dei noduli tiroidei benigni solidi. I dati dello studio istituzionale sono stati successivamente integrati con quelli degli studi selezionati nella meta-analisi, al fine di stimare la prevalenza aggregata delle complicanze complessive, minori e maggiori, nonché delle singole tipologie di eventi avversi. Sono state inoltre eseguite analisi di sottogruppo e meta-regressioni per valutare la possibile influenza di differenti caratteristiche cliniche, procedurali e metodologiche sull’eterogeneità osservata tra gli studi. La revisione sistematica ha incluso complessivamente 39 studi, per un totale di 4.745 noduli trattati. La meta-analisi ha evidenziato una prevalenza aggregata delle complicanze complessive pari al 23% (IC 95%: 17–30%), delle complicanze minori pari al 21% (IC 95%: 15–27%) e delle complicanze maggiori pari al 2% (IC 95%: 1–3%). Tra le complicanze specifiche, il dolore locale è risultato l’evento più frequente, con una prevalenza aggregata del 15%, seguito dalla febbre, con una prevalenza del 4%, dall’ematoma cervicale, pari al 2%, e dalla disfonia, anch’essa pari al 2%. Le analisi di sottogruppo e le meta-regressioni hanno consentito di approfondire le possibili determinanti dell’eterogeneità tra gli studi, valutando il ruolo di differenti caratteristiche della popolazione, della procedura e della gestione peri-procedurale. Nel complesso, i risultati di questo progetto di dottorato confermano che l’ablazione laser dei noduli tiroidei benigni solidi rappresenta una tecnica sicura e una valida opzione terapeutica mini-invasiva. Le complicanze associate alla procedura sono prevalentemente di tipo minore e, nella maggior parte dei casi, transitorie e facilmente gestibili, mentre gli eventi maggiori risultano poco frequenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


