Il contributo analizza le complesse e stratificate interazioni tra ordinamento sportivo e fattore religioso nel panorama giuridico contemporaneo. Muovendo dalla natura della lex sportiva globale e dal principio di neutralità (istituzionale e individuale) sancito dalla Carta olimpica, lo studio esamina la dialettica tra la garanzia del pluralismo confessionale e i divieti di propaganda e discriminazione. Particolare attenzione è riservata al caso emblematico del calcio e all'evoluzione delle norme tecniche dell'IFAB sull'abbigliamento di gioco (come l'uso dell'hijab e del turbante), espressione di un progressivo "accomodamento ragionevole". Tale apertura internazionale viene infine posta a confronto con le asimmetrie e le resistenze degli ordinamenti statali fondati su una rigida laicità, come il modello francese, analizzato alla luce della giurisprudenza del Conseil d’État e dei ricorsi pendenti dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
This paper analyzes the complex and layered interactions between the sports legal order and the religious factor within the contemporary legal landscape. Moving from the nature of global lex sportiva and the principle of neutrality (both institutional and individual) enshrined in the Olympic Charter, the study examines the dialectic between the guarantee of religious pluralism and the prohibitions on propaganda and discrimination. Particular attention is paid to the emblematic case of football and the evolution of IFAB's technical regulations on match equipment (such as the use of the hijab and the turban), reflecting a progressive "reasonable accommodation". Finally, this international openness is contrasted with the asymmetries and resistance found in state legal systems based on a strict concept of laïcité, such as the French model, which is analyzed in light of the jurisprudence of the Conseil d’État and the applications currently pending before the European Court of Human Rights.
La religione nell’ordinamento sportivo. Neutralità e non discriminazione versus divieto di propaganda e limiti alla libera estrinsecazione della fede
Ivaldi Maria Cristina
2026
Abstract
Il contributo analizza le complesse e stratificate interazioni tra ordinamento sportivo e fattore religioso nel panorama giuridico contemporaneo. Muovendo dalla natura della lex sportiva globale e dal principio di neutralità (istituzionale e individuale) sancito dalla Carta olimpica, lo studio esamina la dialettica tra la garanzia del pluralismo confessionale e i divieti di propaganda e discriminazione. Particolare attenzione è riservata al caso emblematico del calcio e all'evoluzione delle norme tecniche dell'IFAB sull'abbigliamento di gioco (come l'uso dell'hijab e del turbante), espressione di un progressivo "accomodamento ragionevole". Tale apertura internazionale viene infine posta a confronto con le asimmetrie e le resistenze degli ordinamenti statali fondati su una rigida laicità, come il modello francese, analizzato alla luce della giurisprudenza del Conseil d’État e dei ricorsi pendenti dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


