La ricerca analizza come la detenzione genitoriale influisca sui figli minori e sul nucleo familiare, concentrandosi specificamente sulle strategie attraverso cui l’assenza del genitore detenuto viene mediata e narrata all’interno della famiglia e delle istituzioni. Lo studio risponde all’esigenza di individuare come servizi e istituzioni possano sostenere il benessere e la continuità del rapporto genitore–figlio nel contesto penitenziario. La ricerca è stata svolta presso l’istituto Penitenziario di Napoli Poggioreale, avvalendosi delle attività di Bambinisenzasbarre ETS. Si considera il nucleo familiare come unità di analisi e il dato come produzione relazionale e situata. Lo studio adotta un disegno mixed-methods a prevalenza qualitativa. La raccolta dei dati ha coinvolto padri detenuti, madri e minori con strumenti standardizzati, interviste semi-strutturate, osservazione clinica partecipata, gruppi di parola, laboratori padre–figlio e materiali narrativi raccolti longitudinalmente nel contesto operativo. I risultati evidenziano che la detenzione genitoriale non costituisce un fattore determinante degli esiti evolutivi del minore. L’impatto dell’esperienza detentiva risulta modulato dalla qualità delle mediazioni relazionali, dalla possibilità di costruire una narrazione condivisa dell’assenza, dalla continuità del legame con il genitore detenuto e dalla presenza di dispositivi istituzionali capaci di sostenere la relazione familiare. Mantenere il legame risulta importante perché consente al bambino di confrontarsi con un genitore reale e limitato. La separazione è un processo di differenziazione che può avvenire solo all’interno di una relazione sufficientemente stabile da poter essere lasciata senza essere perduta. È il legame stesso, nella misura in cui regge, che rende possibile il distacco e permette al bambino di riconoscere il genitore come altro da sé. La ricerca evidenzia il ruolo centrale dei dispositivi di accoglienza e sostegno alla relazione genitore–figlio nel contesto penitenziario, sottolineando la necessità di pratiche e interventi istituzionali orientati alla tutela dei minori figli di persone detenute e alla costruzione di spazi capaci di ridurre l’impatto destrutturante dell’esperienza detentiva sul nucleo familiare. The research analyzes the effects of parental detention on minor children and the family unit, focusing on how the mediation of parental absence within family and institutional relationships is crucial in shaping these effects. The study aims to identify how prison services and institutions can support the parent-child relationship in the penitentiary context to mitigate negative outcomes for children. The research was conducted at the “Giuseppe Salvia” prison in Poggioreale, Naples, within the activities of Bambinisenzasbarre ETS. The family unit was considered both as a unit of analysis and as a context for relational meaning-making. The study adopted a mixed-methods qualitative and quantitative design. The sample involved detained fathers, mothers, and minors, using standardized instruments, semi-structured interviews, clinical observation, focus groups, and narrative materials collected longitudinally within the operational context. The findings show that parental detention is a potentially traumatic experience for children and caregivers. Its impact depends on family relationship quality, the ability to create a shared narrative about the absence, continuity of the bond with the detained parent, and supportive institutional arrangements that sustain family ties. Maintaining this bond is crucial: it allows the child to experience separation constructively. True differentiation from the parent cannot occur if the parent is completely lost. Thus, the bond becomes essential for the child to recognize the parent as distinct from themselves. The research underscores that reception and support services are vital in fostering parent-child relationships for detained families. It argues for targeted practices and institutional interventions that both protect the rights of children with detained parents and create environments that buffer families from the disruptive impact of detention.
ADAGIO. ANALISI DELLA DETENZIONE DI UN GENITORE. RISVOLTI SUL NUCLEO FAMILIARE E UN FOCUS SUL MINORE / Cavaliere, S.. - (2026 Jul 01).
ADAGIO. ANALISI DELLA DETENZIONE DI UN GENITORE. RISVOLTI SUL NUCLEO FAMILIARE E UN FOCUS SUL MINORE.
CAVALIERE, SANDRA
2026
Abstract
La ricerca analizza come la detenzione genitoriale influisca sui figli minori e sul nucleo familiare, concentrandosi specificamente sulle strategie attraverso cui l’assenza del genitore detenuto viene mediata e narrata all’interno della famiglia e delle istituzioni. Lo studio risponde all’esigenza di individuare come servizi e istituzioni possano sostenere il benessere e la continuità del rapporto genitore–figlio nel contesto penitenziario. La ricerca è stata svolta presso l’istituto Penitenziario di Napoli Poggioreale, avvalendosi delle attività di Bambinisenzasbarre ETS. Si considera il nucleo familiare come unità di analisi e il dato come produzione relazionale e situata. Lo studio adotta un disegno mixed-methods a prevalenza qualitativa. La raccolta dei dati ha coinvolto padri detenuti, madri e minori con strumenti standardizzati, interviste semi-strutturate, osservazione clinica partecipata, gruppi di parola, laboratori padre–figlio e materiali narrativi raccolti longitudinalmente nel contesto operativo. I risultati evidenziano che la detenzione genitoriale non costituisce un fattore determinante degli esiti evolutivi del minore. L’impatto dell’esperienza detentiva risulta modulato dalla qualità delle mediazioni relazionali, dalla possibilità di costruire una narrazione condivisa dell’assenza, dalla continuità del legame con il genitore detenuto e dalla presenza di dispositivi istituzionali capaci di sostenere la relazione familiare. Mantenere il legame risulta importante perché consente al bambino di confrontarsi con un genitore reale e limitato. La separazione è un processo di differenziazione che può avvenire solo all’interno di una relazione sufficientemente stabile da poter essere lasciata senza essere perduta. È il legame stesso, nella misura in cui regge, che rende possibile il distacco e permette al bambino di riconoscere il genitore come altro da sé. La ricerca evidenzia il ruolo centrale dei dispositivi di accoglienza e sostegno alla relazione genitore–figlio nel contesto penitenziario, sottolineando la necessità di pratiche e interventi istituzionali orientati alla tutela dei minori figli di persone detenute e alla costruzione di spazi capaci di ridurre l’impatto destrutturante dell’esperienza detentiva sul nucleo familiare. The research analyzes the effects of parental detention on minor children and the family unit, focusing on how the mediation of parental absence within family and institutional relationships is crucial in shaping these effects. The study aims to identify how prison services and institutions can support the parent-child relationship in the penitentiary context to mitigate negative outcomes for children. The research was conducted at the “Giuseppe Salvia” prison in Poggioreale, Naples, within the activities of Bambinisenzasbarre ETS. The family unit was considered both as a unit of analysis and as a context for relational meaning-making. The study adopted a mixed-methods qualitative and quantitative design. The sample involved detained fathers, mothers, and minors, using standardized instruments, semi-structured interviews, clinical observation, focus groups, and narrative materials collected longitudinally within the operational context. The findings show that parental detention is a potentially traumatic experience for children and caregivers. Its impact depends on family relationship quality, the ability to create a shared narrative about the absence, continuity of the bond with the detained parent, and supportive institutional arrangements that sustain family ties. Maintaining this bond is crucial: it allows the child to experience separation constructively. True differentiation from the parent cannot occur if the parent is completely lost. Thus, the bond becomes essential for the child to recognize the parent as distinct from themselves. The research underscores that reception and support services are vital in fostering parent-child relationships for detained families. It argues for targeted practices and institutional interventions that both protect the rights of children with detained parents and create environments that buffer families from the disruptive impact of detention.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


