La ricerca intende indagare il ruolo della scala monumentale nell’architettura civile napoletana tra Settecento e Novecento, interpretandola non come semplice elemento distributivo, ma come dispositivo configurativo capace di costruire lo spazio e orientare la percezione. Attraverso l’analisi dei casi studio di Palazzo Persico e Palazzo Albertini di Cimitile, il lavoro propone un confronto tra due modelli geometrici fondamentali: la forma poligonale e la forma ovata. La scala di Palazzo Persico, riconducibile alla tradizione delle scale aperte settecentesche, si caratterizza per una configurazione poligonale e per un percorso ascensionale continuo a doppia percorrenza, che genera uno spazio dinamico e articolato. La scala di Palazzo Albertini di Cimitile, invece, presenta una configurazione ovata e un sistema a flussi separati, nel quale la distinzione dei percorsi si coniuga con una percezione unitaria dello spazio. La metodologia adottata integra rilievo diretto e strumentale, disegno di architettura e modellazione tridimensionale, configurandosi come un processo conoscitivo integrato. Il rilievo consente l’acquisizione dei dati metrici e geometrici, il disegno ne interpreta le relazioni spaziali, mentre il modello tridimensionale verifica e sintetizza le ipotesi configurative. Il confronto tra le due configurazioni evidenzia come la geometria costituisca il principio generatore dello spazio della scala, determinando le modalità di percorrenza e le condizioni percettive. La forma poligonale produce una percezione sequenziale e dinamica, mentre la forma ovata favorisce una lettura continua e unitaria. La ricerca si inserisce nel campo della rappresentazione architettonica, evidenziando il ruolo del disegno e del modello come strumenti critici per la comprensione dello spazio costruito. La scala monumentale emerge così come uno dei dispositivi più significativi dell’architettura, nel quale geometria, movimento e percezione convergono nella definizione dell’esperienza spaziale.

IL LUOGO NON SI INVENTA, SI SCOPRE. Il disegno delle scale, dalla linea retta alla linea curva / Sabatino, M.. - (2026 Jul 09).

IL LUOGO NON SI INVENTA, SI SCOPRE. Il disegno delle scale, dalla linea retta alla linea curva.

SABATINO, MICHELE
2026

Abstract

La ricerca intende indagare il ruolo della scala monumentale nell’architettura civile napoletana tra Settecento e Novecento, interpretandola non come semplice elemento distributivo, ma come dispositivo configurativo capace di costruire lo spazio e orientare la percezione. Attraverso l’analisi dei casi studio di Palazzo Persico e Palazzo Albertini di Cimitile, il lavoro propone un confronto tra due modelli geometrici fondamentali: la forma poligonale e la forma ovata. La scala di Palazzo Persico, riconducibile alla tradizione delle scale aperte settecentesche, si caratterizza per una configurazione poligonale e per un percorso ascensionale continuo a doppia percorrenza, che genera uno spazio dinamico e articolato. La scala di Palazzo Albertini di Cimitile, invece, presenta una configurazione ovata e un sistema a flussi separati, nel quale la distinzione dei percorsi si coniuga con una percezione unitaria dello spazio. La metodologia adottata integra rilievo diretto e strumentale, disegno di architettura e modellazione tridimensionale, configurandosi come un processo conoscitivo integrato. Il rilievo consente l’acquisizione dei dati metrici e geometrici, il disegno ne interpreta le relazioni spaziali, mentre il modello tridimensionale verifica e sintetizza le ipotesi configurative. Il confronto tra le due configurazioni evidenzia come la geometria costituisca il principio generatore dello spazio della scala, determinando le modalità di percorrenza e le condizioni percettive. La forma poligonale produce una percezione sequenziale e dinamica, mentre la forma ovata favorisce una lettura continua e unitaria. La ricerca si inserisce nel campo della rappresentazione architettonica, evidenziando il ruolo del disegno e del modello come strumenti critici per la comprensione dello spazio costruito. La scala monumentale emerge così come uno dei dispositivi più significativi dell’architettura, nel quale geometria, movimento e percezione convergono nella definizione dell’esperienza spaziale.
9-lug-2026
This research aims to investigate the role of the monumental staircase in Neapolitan civil architecture between the 18th and 20th centuries, interpreting it not merely as a spatial organiser, but as a configurative device capable of shaping space and guiding perception. Through an analysis of the case studies of Palazzo Persico and Palazzo Albertini di Cimitile, this work proposes a comparison between two fundamental geometric models: the polygonal form and the oval form. The staircase at Palazzo Persico, which draws on the tradition of 18th-century open staircases, is characterised by a polygonal configuration and a continuous, two-way ascending route, which creates a dynamic and articulated space. The staircase at Palazzo Albertini di Cimitile, by contrast, features an oval configuration and a system of separate circulation routes, in which the distinction between the routes is combined with a unified perception of the space. The methodology adopted integrates direct and instrumental surveying, architectural drawing and three-dimensional modelling, constituting an integrated cognitive process. The survey enables the acquisition of metric and geometric data; the drawing interprets the spatial relationships, whilst the three-dimensional model verifies and synthesises the configurational hypotheses. A comparison of the two configurations highlights how geometry constitutes the generating principle of the staircase’s space, determining the modes of circulation and the conditions of perception. The polygonal form creates a sequential and dynamic perception, whilst the oval form encourages a continuous and unified interpretation. This research falls within the field of architectural representation, highlighting the role of drawing and the model as critical tools for understanding the built environment. The monumental scale thus emerges as one of architecture’s most significant elements, in which geometry, movement and perception converge to define the spatial experience.
IL LUOGO NON SI INVENTA, SI SCOPRE. Il disegno delle scale, dalla linea retta alla linea curva / Sabatino, M.. - (2026 Jul 09).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/603384
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