La ricerca indaga come i principi dell’economia circolare, del pensiero sistemico e delle pratiche partecipative possano contribuire alla costruzione di modelli produttivi intersettoriali capaci di generare valore economico, ambientale e socio-culturale. L’obiettivo è sviluppare un modello partecipato di filiera orientato alla creazione di reti sistemiche locali, fondato sulla valorizzazione dei flussi residuali (residui, sottoprodotti, scarti o eccedenze) reinterpretati come risorse strategiche per attivare pratiche di upcycling e sinergie tra settori produttivi differenti. L’analisi contestuale si concentra sulle filiere agroalimentari d’eccellenza della regione Campania (Italia), indagate al fine di comprenderne la natura, la disponibilità e le potenzialità di trasformazione dei residui di produzione. Tale analisi è integrata da un approfondimento del settore cosmetico, condotto attraverso lo studio di best practice e interviste a imprese nazionali che impiegano tali flussi in processi di upcycling. L’intersezione tra i settori agroalimentare e cosmetico ha permesso di individuare complementarità produttive, opportunità di trasferimento tecnologico e barriere normative, organizzative e culturali che condizionano l’attivazione di nuove catene del valore in ottica sistemica. Questa prospettiva evidenzia come la valorizzazione dei flussi residuali possa costituire un motore per la costruzione di sistemi produttivi locali più rigenerativi e resilienti, integrando risorse tangibili e intangibili quali conoscenze, pratiche territoriali, identità e capacità relazionali. La metodologia di ricerca combina ricerca-azione, design sistemico e co-design all’interno di un processo articolato in quattro fasi: comprendere il sistema, affrontare le criticità, progettare il sistema e validare il sistema. La ricerca desk e l’indagine sul campo hanno consentito di mappare filiere, attori, flussi e barriere; il pensiero sistemico ha guidato la lettura delle interdipendenze tra i diversi elementi del sistema e, insieme al design sistemico, ha tradotto tali dinamiche in configurazioni progettuali. Il co-design, attraverso workshop e focus group, ha supportato l’elaborazione di scenari condivisi e l’orientamento progettuale. Il principale risultato della ricerca è LYNCS (Local sYstemic Networks for Cross-sectoral Synergies), un modello analitico per il trasferimento e la valorizzazione dei flussi residuali e per l’attivazione di collaborazioni intersettoriali. Il framework sviluppato mette in luce il ruolo strategico degli intermediari come facilitatori di connessioni, negoziazioni e processi di trasferimento tra settori differenti, con l’obiettivo di abilitare pratiche di co-creazione per la costruzione di nuove catene del valore condivise. In questa prospettiva, la ricerca contribuisce al dibattito sulle transizioni sostenibili, offrendo uno strumento analitico e operativo per rafforzare la competitività territoriale e sostenere l’evoluzione del Made in Italy verso modelli di sviluppo sostenibili.

Designing Cross-sectoral Value Chains: A Model for Co-Creating Local Systemic Networks / Salzillo, S.. - (2026 Apr 14).

Designing Cross-sectoral Value Chains: A Model for Co-Creating Local Systemic Networks

SALZILLO, STEFANO
2026

Abstract

La ricerca indaga come i principi dell’economia circolare, del pensiero sistemico e delle pratiche partecipative possano contribuire alla costruzione di modelli produttivi intersettoriali capaci di generare valore economico, ambientale e socio-culturale. L’obiettivo è sviluppare un modello partecipato di filiera orientato alla creazione di reti sistemiche locali, fondato sulla valorizzazione dei flussi residuali (residui, sottoprodotti, scarti o eccedenze) reinterpretati come risorse strategiche per attivare pratiche di upcycling e sinergie tra settori produttivi differenti. L’analisi contestuale si concentra sulle filiere agroalimentari d’eccellenza della regione Campania (Italia), indagate al fine di comprenderne la natura, la disponibilità e le potenzialità di trasformazione dei residui di produzione. Tale analisi è integrata da un approfondimento del settore cosmetico, condotto attraverso lo studio di best practice e interviste a imprese nazionali che impiegano tali flussi in processi di upcycling. L’intersezione tra i settori agroalimentare e cosmetico ha permesso di individuare complementarità produttive, opportunità di trasferimento tecnologico e barriere normative, organizzative e culturali che condizionano l’attivazione di nuove catene del valore in ottica sistemica. Questa prospettiva evidenzia come la valorizzazione dei flussi residuali possa costituire un motore per la costruzione di sistemi produttivi locali più rigenerativi e resilienti, integrando risorse tangibili e intangibili quali conoscenze, pratiche territoriali, identità e capacità relazionali. La metodologia di ricerca combina ricerca-azione, design sistemico e co-design all’interno di un processo articolato in quattro fasi: comprendere il sistema, affrontare le criticità, progettare il sistema e validare il sistema. La ricerca desk e l’indagine sul campo hanno consentito di mappare filiere, attori, flussi e barriere; il pensiero sistemico ha guidato la lettura delle interdipendenze tra i diversi elementi del sistema e, insieme al design sistemico, ha tradotto tali dinamiche in configurazioni progettuali. Il co-design, attraverso workshop e focus group, ha supportato l’elaborazione di scenari condivisi e l’orientamento progettuale. Il principale risultato della ricerca è LYNCS (Local sYstemic Networks for Cross-sectoral Synergies), un modello analitico per il trasferimento e la valorizzazione dei flussi residuali e per l’attivazione di collaborazioni intersettoriali. Il framework sviluppato mette in luce il ruolo strategico degli intermediari come facilitatori di connessioni, negoziazioni e processi di trasferimento tra settori differenti, con l’obiettivo di abilitare pratiche di co-creazione per la costruzione di nuove catene del valore condivise. In questa prospettiva, la ricerca contribuisce al dibattito sulle transizioni sostenibili, offrendo uno strumento analitico e operativo per rafforzare la competitività territoriale e sostenere l’evoluzione del Made in Italy verso modelli di sviluppo sostenibili.
14-apr-2026
Circular Economy, Systemic Design, Sidestream Valorization, Cross-sectoral Integration, Co-creation
Designing Cross-sectoral Value Chains: A Model for Co-Creating Local Systemic Networks / Salzillo, S.. - (2026 Apr 14).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/603047
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