La restituzione alla collettività dei beni confiscati alle Mafie rappresenta una opportunità che, rivestendo un forte valore simbolico ed educativo, deve essere massimizzata non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche da quello ambientale. Nel contesto attuale, dominato dall’emergenza climatica, il settore edilizio, responsabile del consumo di circa il 50% di materie prime e di un terzo del totale dei rifiuti prodotti (GBC_Italia 2020) è chiamato ad affrontare numerose sfide che richiedono una maggiore efficienza sotto il profilo delle risorse. L’economia circolare può offrire interessanti prospettive per il settore edilizio, ma devono essere individuate strategie per ridurre i rifiuti da costruzione e demolizione e al contempo massimizzare il riutilizzo, il riciclo e il ripristino dei materiali lungo l'intero ciclo di vita. Nell’ambito del Circular Buildings Toolkit (Arup & Ellen MacArthur Foundation 2022) la prima strategia individuata è quella di evitare di costruire nuovi edifici preferendo il riutilizzo di quelli esistenti. Prolungare la vita di un edificio rappresenta infatti l’opzione più efficiente sotto il profilo delle risorse poiché la ristrutturazione genera il 50-75% in meno di emissioni rispetto alle nuove costruzioni (UNEP 2023). In questo contesto, i numerosi edifici confiscati alle mafie, se restituiti alla collettività, possono rappresentare un notevole potenziale in termini di riduzione delle risorse e dei rifiuti purché il loro ri-utilizzo sia effettivamente impostato secondo criteri di circolarità. Nell’ambito del Progetto di Ricerca SHArch (Second Hand Architecture), che propone un'analisi delle condizioni degli edifici confiscati nella provincia di Caserta, suggerendo un'Architettura di Seconda Mano basata sull'approccio della demolizione zero, il presente contributo approfondisce gli aspetti relativi alla circolarità del progetto di riqualificazione, legata all’utilizzo di materiali anch’essi di “seconda mano” provenienti cioè da percorsi di riciclo/riuso/riutilizzo. Proprio i materiali, infatti, rappresentando una quota significativa del carbonio incorporato negli edifici, giocano un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico (UNEP 2023) e devono essere selezionati secondo adeguati criteri ambientali. La circolarità di un edificio è dunque strettamente connessa alla circolarità dei materiali che lo compongono nonché alla circolarità dei processi utilizzati. Dallo studio critico dei principali documenti emanati per favorire la transizione ecologica e circolare settore edilizio, sono stati ricavati indicatori utili a valutare i potenziali benefici ambientali legati al ri-utilizzo dei beni confiscati. Lo step successivo ha portato all’individuazione di obiettivi e criteri per orientare gli interventi di recupero e riuso di tale tipologia di edifici su principi di decarbonizzazione e circolarità, identificando strategie per la selezione dei materiali e per la progettazione in grado di minimizzare il carbonio incorporato. In particolare sono stati analizzati diversi indicatori di circolarità (WBCSD 2023, Helander 2019), al fine di individuare quelli più idonei per orientare ex ante il progetto di riqualificazione dei beni confiscati, attraverso un approccio basato sulle risorse che tenga conto dei principali input e output ambientali, per garantire il controllo della qualità ambientale dell’intervento realizzato.

Second hand materials for second hand architecture: promuovere la circolarità dei processi per affrontare le sfide ambientali.

Cannaviello, M
2026

Abstract

La restituzione alla collettività dei beni confiscati alle Mafie rappresenta una opportunità che, rivestendo un forte valore simbolico ed educativo, deve essere massimizzata non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche da quello ambientale. Nel contesto attuale, dominato dall’emergenza climatica, il settore edilizio, responsabile del consumo di circa il 50% di materie prime e di un terzo del totale dei rifiuti prodotti (GBC_Italia 2020) è chiamato ad affrontare numerose sfide che richiedono una maggiore efficienza sotto il profilo delle risorse. L’economia circolare può offrire interessanti prospettive per il settore edilizio, ma devono essere individuate strategie per ridurre i rifiuti da costruzione e demolizione e al contempo massimizzare il riutilizzo, il riciclo e il ripristino dei materiali lungo l'intero ciclo di vita. Nell’ambito del Circular Buildings Toolkit (Arup & Ellen MacArthur Foundation 2022) la prima strategia individuata è quella di evitare di costruire nuovi edifici preferendo il riutilizzo di quelli esistenti. Prolungare la vita di un edificio rappresenta infatti l’opzione più efficiente sotto il profilo delle risorse poiché la ristrutturazione genera il 50-75% in meno di emissioni rispetto alle nuove costruzioni (UNEP 2023). In questo contesto, i numerosi edifici confiscati alle mafie, se restituiti alla collettività, possono rappresentare un notevole potenziale in termini di riduzione delle risorse e dei rifiuti purché il loro ri-utilizzo sia effettivamente impostato secondo criteri di circolarità. Nell’ambito del Progetto di Ricerca SHArch (Second Hand Architecture), che propone un'analisi delle condizioni degli edifici confiscati nella provincia di Caserta, suggerendo un'Architettura di Seconda Mano basata sull'approccio della demolizione zero, il presente contributo approfondisce gli aspetti relativi alla circolarità del progetto di riqualificazione, legata all’utilizzo di materiali anch’essi di “seconda mano” provenienti cioè da percorsi di riciclo/riuso/riutilizzo. Proprio i materiali, infatti, rappresentando una quota significativa del carbonio incorporato negli edifici, giocano un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico (UNEP 2023) e devono essere selezionati secondo adeguati criteri ambientali. La circolarità di un edificio è dunque strettamente connessa alla circolarità dei materiali che lo compongono nonché alla circolarità dei processi utilizzati. Dallo studio critico dei principali documenti emanati per favorire la transizione ecologica e circolare settore edilizio, sono stati ricavati indicatori utili a valutare i potenziali benefici ambientali legati al ri-utilizzo dei beni confiscati. Lo step successivo ha portato all’individuazione di obiettivi e criteri per orientare gli interventi di recupero e riuso di tale tipologia di edifici su principi di decarbonizzazione e circolarità, identificando strategie per la selezione dei materiali e per la progettazione in grado di minimizzare il carbonio incorporato. In particolare sono stati analizzati diversi indicatori di circolarità (WBCSD 2023, Helander 2019), al fine di individuare quelli più idonei per orientare ex ante il progetto di riqualificazione dei beni confiscati, attraverso un approccio basato sulle risorse che tenga conto dei principali input e output ambientali, per garantire il controllo della qualità ambientale dell’intervento realizzato.
2026
Cannaviello, M
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/601724
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