La prevenzione dei rischi e la resilienza dei territori sono questioni sempre più riconosciute come pienamente rientranti nel bagaglio di tecniche e strumenti, analitici e progettuali, propri dell’urbanistica, non più percepita come ancillare rispetto ai settori specialistici che si occupano principalmente dei fenomeni e di opere difesa. In quanto attività finalizzata al perseguimento di interessi collettivi, la gestione dei rischi può essere considerata un bene pubblico che richiede l’intervento statale per garantire investimenti, stabilire azioni, regole e limiti allo sviluppo che il mercato non promuove, dato che per quest’ultimo il guadagno immediato vale molto più di un beneficio in termini di danni evitati nel lungo periodo. Il presente contributo propone una riflessione sulla costruzione di territori resilienti evidenziando come in primo luogo occorra promuovere la transizione da un approccio alla prevenzione esclusivamente nel pre-impatto a uno che ne enfatizzi la rilevanza anche nelle fasi di recupero e ricostruzione post-evento; in secondo luogo, quanto sia indispensabile una maggiore integrazione tra saperi specialistici e saperi locali e una condivisione delle scelte di gestione dei rischi, alle diverse scale e nelle diverse fasi, tra i diversi attori e tra questi e le comunità locali e, non da ultimo, evidenzia l'importanza della capacità di prendersi cura dei territori, dalla scala dell’edificio a quella delle infrastrutture interregionali e internazionali.
Territori resilienti: la dimensione pubblica della gestione dei rischi
A. Galderisi
;
2026
Abstract
La prevenzione dei rischi e la resilienza dei territori sono questioni sempre più riconosciute come pienamente rientranti nel bagaglio di tecniche e strumenti, analitici e progettuali, propri dell’urbanistica, non più percepita come ancillare rispetto ai settori specialistici che si occupano principalmente dei fenomeni e di opere difesa. In quanto attività finalizzata al perseguimento di interessi collettivi, la gestione dei rischi può essere considerata un bene pubblico che richiede l’intervento statale per garantire investimenti, stabilire azioni, regole e limiti allo sviluppo che il mercato non promuove, dato che per quest’ultimo il guadagno immediato vale molto più di un beneficio in termini di danni evitati nel lungo periodo. Il presente contributo propone una riflessione sulla costruzione di territori resilienti evidenziando come in primo luogo occorra promuovere la transizione da un approccio alla prevenzione esclusivamente nel pre-impatto a uno che ne enfatizzi la rilevanza anche nelle fasi di recupero e ricostruzione post-evento; in secondo luogo, quanto sia indispensabile una maggiore integrazione tra saperi specialistici e saperi locali e una condivisione delle scelte di gestione dei rischi, alle diverse scale e nelle diverse fasi, tra i diversi attori e tra questi e le comunità locali e, non da ultimo, evidenzia l'importanza della capacità di prendersi cura dei territori, dalla scala dell’edificio a quella delle infrastrutture interregionali e internazionali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


