La Tesi di Dottorato di Ricerca in “Architettura e Beni Culturali” in Co-tutela Internazionale Italia-Albania, svolta nel settore disciplinare CEAR 10/A, indaga il rapporto tra patrimonio, documentazione e visualizzazione, assumendo il recinto come categoria interpretativa per la lettura dello spazio costruito e territoriale. Superando la concezione di barriera fisica, il recinto viene riletto come principio ordinatore persistente, in grado di sintetizzare relazioni tra architettura, paesaggio, insediamento e pratiche dell’abitare. La ricerca si focalizza su un’area di frontiera tra Albania, Montenegro e Grecia, intesa come sistema stratificato di permanenze storiche e morfologiche in cui il limite assume forme differenti ma interconnesse. L’indagine segue un duplice percorso, teorico e operativo. Da un lato, viene ricostruito il significato del recinto nella “lunga durata” come dispositivo architettonico, figura del paesaggio e strumento di organizzazione dello spazio. Dall’altro, affronta i processi di conoscenza del patrimonio mediante pratiche integrate di documentazione digitale. Il rilievo non è inteso come mera registrazione dello stato di fatto, ma come atto interpretativo e critico fondato sull’interazione tra acquisizione strumentale e analisi morfologica. L’efficacia di tale approccio è verificata attraverso quattro casi studio: Kruja (il rapporto tra fortificazione d’altura), Dulcigno (la continuità tra città e paesaggio costiero), Aitoliko (il concetto di recinto liquido) ed Elbasan. Quest’ultimo costituisce il nucleo sperimentale della ricerca, dove il recinto urbano della Kala diviene il campo di applicazione di una metodologia reality-based low integrata (fotogrammetria, UAV, LiDAR mobile, immagini sferiche). Il passaggio dal dato rilevato alla nuvola di punti e, infine, al modello digitale è interpretato come una trasformazione epistemica, finalizzata a rendere il patrimonio leggibile e accessibile. La ricerca culmina nella sperimentazione di soluzioni multisensoriali e dispositivi aptici per utenti non vedenti e ipovedenti, trasformando la documentazione digitale in uno strumento di mediazione culturale inclusiva. Il lavoro, pertanto, propone una rilettura critica del recinto come chiave per interpretare il patrimonio architettonico e ambientale in contesti mediterranei e balcanici, dimostrando come la convergenza tra rilievo e rappresentazione costituisca un avanzamento metodologico essenziale per la tutela e la trasmissione del Cultural Heritage contemporaneo.

Patrimoni architettonici e ambientali fra documentazione e visualizzazione. Il “recinto” tra Albania, Montenegro e Grecia / De Cicco, Angelo. - (2026 Jun 17).

Patrimoni architettonici e ambientali fra documentazione e visualizzazione. Il “recinto” tra Albania, Montenegro e Grecia

DE CICCO, ANGELO
2026

Abstract

La Tesi di Dottorato di Ricerca in “Architettura e Beni Culturali” in Co-tutela Internazionale Italia-Albania, svolta nel settore disciplinare CEAR 10/A, indaga il rapporto tra patrimonio, documentazione e visualizzazione, assumendo il recinto come categoria interpretativa per la lettura dello spazio costruito e territoriale. Superando la concezione di barriera fisica, il recinto viene riletto come principio ordinatore persistente, in grado di sintetizzare relazioni tra architettura, paesaggio, insediamento e pratiche dell’abitare. La ricerca si focalizza su un’area di frontiera tra Albania, Montenegro e Grecia, intesa come sistema stratificato di permanenze storiche e morfologiche in cui il limite assume forme differenti ma interconnesse. L’indagine segue un duplice percorso, teorico e operativo. Da un lato, viene ricostruito il significato del recinto nella “lunga durata” come dispositivo architettonico, figura del paesaggio e strumento di organizzazione dello spazio. Dall’altro, affronta i processi di conoscenza del patrimonio mediante pratiche integrate di documentazione digitale. Il rilievo non è inteso come mera registrazione dello stato di fatto, ma come atto interpretativo e critico fondato sull’interazione tra acquisizione strumentale e analisi morfologica. L’efficacia di tale approccio è verificata attraverso quattro casi studio: Kruja (il rapporto tra fortificazione d’altura), Dulcigno (la continuità tra città e paesaggio costiero), Aitoliko (il concetto di recinto liquido) ed Elbasan. Quest’ultimo costituisce il nucleo sperimentale della ricerca, dove il recinto urbano della Kala diviene il campo di applicazione di una metodologia reality-based low integrata (fotogrammetria, UAV, LiDAR mobile, immagini sferiche). Il passaggio dal dato rilevato alla nuvola di punti e, infine, al modello digitale è interpretato come una trasformazione epistemica, finalizzata a rendere il patrimonio leggibile e accessibile. La ricerca culmina nella sperimentazione di soluzioni multisensoriali e dispositivi aptici per utenti non vedenti e ipovedenti, trasformando la documentazione digitale in uno strumento di mediazione culturale inclusiva. Il lavoro, pertanto, propone una rilettura critica del recinto come chiave per interpretare il patrimonio architettonico e ambientale in contesti mediterranei e balcanici, dimostrando come la convergenza tra rilievo e rappresentazione costituisca un avanzamento metodologico essenziale per la tutela e la trasmissione del Cultural Heritage contemporaneo.
17-giu-2026
The PhD thesis in “Architecture and Cultural Heritage”, conducted under an international joint supervision scheme between Italy and Albania within the CEAR 10/A disciplinary sector, explores the relationship between heritage, documentation and visualisation, using the fence as an interpretative framework for analysing the built and territorial environment. The notion of a physical barrier is superseded by the concept of the enclosure, which is reinterpreted as a persistent organising principle, to synthesise relationships between architecture and landscape. The research presents studies on the border territory between Albania, Montenegro and Greece, understood as a stratified system of continuities in which the boundary takes on diverse and interconnected forms. The investigation focuses on a dual approach, both theoretical and practical. On the one hand, it reconstructs the meaning of the enclosure in the ‘long term’ as an architectural device, a feature of the landscape and a tool for organising space. On the other, it addresses the processes of understanding heritage through integrated practices of digital documentation and spatial engagement. The survey is not intended as a mere recording of the status quo, but as an interpretative and critical act grounded in the interaction between instrumental acquisition and morphological analysis. Four case studies are presented: Kruja (the relationship of the hilltop fortification), Dulcigno (the continuity between city and coastal landscape), Aitoliko (the concept of the liquid enclosure) and Elbasan, namely the city that constitutes the experimental nucleus, where the urban enclosure of the Kala becomes the field of application for an integrated reality-based low-cost methodology (photogrammetry, UAVs, mobile LiDAR, spherical imagery). The transition from surveyed data to point clouds and digital models is interpreted as an epistemic transformation, aimed at making heritage legible and accessible. Finally, the research proposes an experiment with haptic solutions and devices for blind and visually impaired users, transforming digital documentation into a tool for inclusive cultural mediation. The work proposes a critical reinterpretation of the enclosure as a key to interpreting architectural and environmental heritage in Mediterranean and Balkan contexts, demonstrating how the convergence between surveying and representation constitutes a methodological tool for the protection and transmission of contemporary cultural heritage.
Patrimoni architettonici e ambientali fra documentazione e visualizzazione. Il “recinto” tra Albania, Montenegro e Grecia / De Cicco, Angelo. - (2026 Jun 17).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/599104
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