Irriconoscibile nel suo aspetto originario per una lunga serie di trasformazioni – in primis funzionali – che nel corso dei secoli ne hanno definitivamente cancellato ogni traccia, l’Annunziata è oggi un tranquillo borgo collinare del comune di Massa Lubrense all’estremità della penisola sorrentina, luogo dalle straordinarie valenze paesaggistiche legate per le vedute sulla costa tra il capo di Massa e la punta della Campanella e sull’isola di Capri – distante poche miglia marittime – e sul vasto entroterra retrostante. Proprio per la sua posizione strategica, intorno al 1130 qui fu fondato un importante insediamento fortificato, raso al suolo già nel 1273 da Carlo d’Angiò per punire gli abitanti che avevano appoggiato gli Svevi durante la successione al trono napoletano. Riedificato nel 1389 per ricoprire il ruolo di corpus civitatis, l’abitato fu nuovamente distrutto nel 1465 dalle truppe di Ferrante I per colpire i Massesi, macchiatisi di infedeltà verso la Corona. Solo un secolo più tardi, in un clima politico profondamente mutato, l’intensificarsi delle incursioni piratesche lungo una costa ancora troppo scoperta avrebbe convinto l’Università di Massa e le autorità vicereali della necessità di ripristinare il castrum attraverso la realizzazione di un’avanzatissima cittadella bastionata magistralmente adattata alla difficile morfologia dei luoghi e interamente subordinata alle necessità difensive, felice esito del vivace dibattito sulle fortificazioni ‘alla moderna’ che proprio dalla metà del Cinquecento portò all’adeguamento di molte strutture in area napoletana. Perduta ogni funzione difensiva già agli inizi del secolo successivo, e per questo rapidamente abbandonate, le turrite e pittoresche rovine del cosiddetto ‘castello’ dell’Annunziata diventeranno tra Sette e Ottocento le immancabili quanto inconsapevoli protagoniste della rappresentazione di Capri dalla terraferma, per divenire oggi l’elemento distintivo di un suggestivo borgo turistico ancora indissolubilmente legato a doppio filo all’isola azzurra.

Il borgo dell’Annunziata, da cittadella fortificata a icona del paesaggio lubrense

Giuseppe Pignatelli Spinazzola
2026

Abstract

Irriconoscibile nel suo aspetto originario per una lunga serie di trasformazioni – in primis funzionali – che nel corso dei secoli ne hanno definitivamente cancellato ogni traccia, l’Annunziata è oggi un tranquillo borgo collinare del comune di Massa Lubrense all’estremità della penisola sorrentina, luogo dalle straordinarie valenze paesaggistiche legate per le vedute sulla costa tra il capo di Massa e la punta della Campanella e sull’isola di Capri – distante poche miglia marittime – e sul vasto entroterra retrostante. Proprio per la sua posizione strategica, intorno al 1130 qui fu fondato un importante insediamento fortificato, raso al suolo già nel 1273 da Carlo d’Angiò per punire gli abitanti che avevano appoggiato gli Svevi durante la successione al trono napoletano. Riedificato nel 1389 per ricoprire il ruolo di corpus civitatis, l’abitato fu nuovamente distrutto nel 1465 dalle truppe di Ferrante I per colpire i Massesi, macchiatisi di infedeltà verso la Corona. Solo un secolo più tardi, in un clima politico profondamente mutato, l’intensificarsi delle incursioni piratesche lungo una costa ancora troppo scoperta avrebbe convinto l’Università di Massa e le autorità vicereali della necessità di ripristinare il castrum attraverso la realizzazione di un’avanzatissima cittadella bastionata magistralmente adattata alla difficile morfologia dei luoghi e interamente subordinata alle necessità difensive, felice esito del vivace dibattito sulle fortificazioni ‘alla moderna’ che proprio dalla metà del Cinquecento portò all’adeguamento di molte strutture in area napoletana. Perduta ogni funzione difensiva già agli inizi del secolo successivo, e per questo rapidamente abbandonate, le turrite e pittoresche rovine del cosiddetto ‘castello’ dell’Annunziata diventeranno tra Sette e Ottocento le immancabili quanto inconsapevoli protagoniste della rappresentazione di Capri dalla terraferma, per divenire oggi l’elemento distintivo di un suggestivo borgo turistico ancora indissolubilmente legato a doppio filo all’isola azzurra.
2026
Pignatelli Spinazzola, Giuseppe
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/597404
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