La recensione ripercorre la storia editoriale e il progetto critico di Post-digital print di Alessandro Ludovico, giunto alla seconda edizione italiana (Timeo, 2025) dopo una prima diffusione volutamente ibrida: rilasciato in formato PDF su chiavi USB e in open-access prima ancora della stampa, il testo incarna nelle sue stesse modalità di distribuzione la tesi che sostiene. Ludovico non legge la stampa come residuo di epoche passate, ma come medium versatile che si ridefinisce continuamente in dialogo con il digitale: l'orizzonte post-digitale è quello in cui analogico e digitale coesistono, si contaminano e si moltiplicano, dalla stampa d'avanguardia del primo Novecento alle pubblicazioni underground, dai fanzine ciclostilati alle piattaforme di stampa on-demand. La recensione ne evidenzia il valore politico ed emancipatorio: carta e pixel non si escludono ma si potenziano, e la stampa — nella sua lentezza, nella sua fisicità, nella sua invarianza spaziale e temporale — assume il carattere di una resistenza materiale alla volatilità del digitale e alla frammentazione della conoscenza.
Post-Digital Print: The Mutation of Publishing Since 1894 by Alessandro Ludovico, first published in 2012, has a rather original publishing history, having been distributed in alternative form — as a PDF on a limited series of USB drives with content entirely in English — two weeks before the release of the printed version by the publisher. It is a text that focuses on analogue publishing as a form of resistance that is nonetheless capable of engaging with the digital context.
Post-Digital Print. La mutazione dell'editoria dal 1894
Clemente, Alessandra
Writing – Original Draft Preparation
2026
Abstract
La recensione ripercorre la storia editoriale e il progetto critico di Post-digital print di Alessandro Ludovico, giunto alla seconda edizione italiana (Timeo, 2025) dopo una prima diffusione volutamente ibrida: rilasciato in formato PDF su chiavi USB e in open-access prima ancora della stampa, il testo incarna nelle sue stesse modalità di distribuzione la tesi che sostiene. Ludovico non legge la stampa come residuo di epoche passate, ma come medium versatile che si ridefinisce continuamente in dialogo con il digitale: l'orizzonte post-digitale è quello in cui analogico e digitale coesistono, si contaminano e si moltiplicano, dalla stampa d'avanguardia del primo Novecento alle pubblicazioni underground, dai fanzine ciclostilati alle piattaforme di stampa on-demand. La recensione ne evidenzia il valore politico ed emancipatorio: carta e pixel non si escludono ma si potenziano, e la stampa — nella sua lentezza, nella sua fisicità, nella sua invarianza spaziale e temporale — assume il carattere di una resistenza materiale alla volatilità del digitale e alla frammentazione della conoscenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


