Negli ultimi anni, per affrontare le sfide legate all’ambiente e contrastare la complessità dell’attuale crisi ecologica, molti designer hanno iniziato a lavorare in spazi multidisciplinari in cui si relazionano con esperti, strumenti e tecnologie tipici delle Scienze Biologiche e Naturali. Si assiste allo sviluppo di nuove pratiche progettuali e approcci come il Biodesign, in cui si integrano conoscenze biologiche e organismi viventi nel processo di progettazione. La ricerca avvia un’indagine sugli approcci che integrano modelli ecologici nel design contemporaneo, con particolare attenzione al rapporto tra design e biologia. Lo studio evidenzia le opportunità emergenti dalla convergenza disciplinare, esplorando come l’adozione di approcci progettuali rigenerativi possa favorire lo sviluppo di Nature-based Solutions (NbS) finalizzate alla alla promozione di benefici ecosistemici multipli. L’indagine si focalizza sull’applicazione delle tecniche di biofabbricazione e biocolonizzazione dei living materials, con particolare riferimento ai processi di accrescimento del micelio e alla colonizzazione vegetale su substrati. L’obiettivo è indagare come tali processi possano contribuire allo sviluppo di artefatti ibridi responsivi, capaci di stabilire relazioni dinamiche con l’ambiente circostante. La ricerca segue un modello esplorativo che integra metodi qualitativi e quantitativi e si articola in due fasi principali. La fase teorico-critica, basata sull’analisi della letteratura e la comparazione di casi studio, e la fase sperimentale, con l’esecuzione di test in laboratorio e la prototipazione di campioni materici. La ricerca si propone di delineare un framework teorico-operativo che orienti i designer verso pratiche progettuali collaborative con i sistemi biologici, superando i tradizionali modelli estrattivi a favore di approcci rigenerativi. In questo contesto, si propone di valorizzare la dimensione dinamica e trasformativa della materia biologica come parametro costitutivo del processo progettuale, non più inteso come semplice vincolo operativo, ma come elemento generativo e strutturante del progetto. Il Generative Matter Design Framework costituisce uno strumento di supporto alla ricerca sperimentale e alla pratica progettuale, finalizzato all’acquisizione di competenze specialistiche da parte dei designer in questo ambito emergente e alla transizione verso un paradigma progettuale fondato sulla cooperazione con i sistemi naturali e sulla rigeneratività della materia.
Materialità generative. Prospettive per la progettazione di artefatti bioibridi adattivi / Priola, Calogero Mattia. - (2026 Apr 14).
Materialità generative. Prospettive per la progettazione di artefatti bioibridi adattivi.
PRIOLA, CALOGERO MATTIA
2026
Abstract
Negli ultimi anni, per affrontare le sfide legate all’ambiente e contrastare la complessità dell’attuale crisi ecologica, molti designer hanno iniziato a lavorare in spazi multidisciplinari in cui si relazionano con esperti, strumenti e tecnologie tipici delle Scienze Biologiche e Naturali. Si assiste allo sviluppo di nuove pratiche progettuali e approcci come il Biodesign, in cui si integrano conoscenze biologiche e organismi viventi nel processo di progettazione. La ricerca avvia un’indagine sugli approcci che integrano modelli ecologici nel design contemporaneo, con particolare attenzione al rapporto tra design e biologia. Lo studio evidenzia le opportunità emergenti dalla convergenza disciplinare, esplorando come l’adozione di approcci progettuali rigenerativi possa favorire lo sviluppo di Nature-based Solutions (NbS) finalizzate alla alla promozione di benefici ecosistemici multipli. L’indagine si focalizza sull’applicazione delle tecniche di biofabbricazione e biocolonizzazione dei living materials, con particolare riferimento ai processi di accrescimento del micelio e alla colonizzazione vegetale su substrati. L’obiettivo è indagare come tali processi possano contribuire allo sviluppo di artefatti ibridi responsivi, capaci di stabilire relazioni dinamiche con l’ambiente circostante. La ricerca segue un modello esplorativo che integra metodi qualitativi e quantitativi e si articola in due fasi principali. La fase teorico-critica, basata sull’analisi della letteratura e la comparazione di casi studio, e la fase sperimentale, con l’esecuzione di test in laboratorio e la prototipazione di campioni materici. La ricerca si propone di delineare un framework teorico-operativo che orienti i designer verso pratiche progettuali collaborative con i sistemi biologici, superando i tradizionali modelli estrattivi a favore di approcci rigenerativi. In questo contesto, si propone di valorizzare la dimensione dinamica e trasformativa della materia biologica come parametro costitutivo del processo progettuale, non più inteso come semplice vincolo operativo, ma come elemento generativo e strutturante del progetto. Il Generative Matter Design Framework costituisce uno strumento di supporto alla ricerca sperimentale e alla pratica progettuale, finalizzato all’acquisizione di competenze specialistiche da parte dei designer in questo ambito emergente e alla transizione verso un paradigma progettuale fondato sulla cooperazione con i sistemi naturali e sulla rigeneratività della materia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


