Il contributo propone un’analisi sistemica sull’evoluzione del Lazzaretto ‘Vecchio’ di Nisida, architettura oggi scomparsa e originariamente ubicata sullo scoglio di Chiuppino, tra l’isola di Nisida e la costa di Bagnoli. Tale contesto, tradizionalmente riconducibile all’immaginario del locus amoenus, si configura oggi come paesaggio ferito, esito di processi di antropizzazione che ne hanno progressivamente ridefinito morfologia, significati e relazioni. Obiettivo del lavoro è indagare come le fonti iconografiche possano essere rilette quali strumenti attivi di visualizzazione. La ricerca si fonda su una lettura diacronica delle principali fonti iconografiche – disegni di progetto, vedute e fotografie – assunte come sistema di rappresentazioni attraverso cui rendere leggibili i processi di trasformazione che hanno determinato, da un lato, la perdita di un significativo patrimonio architettonico e, dall’altro, una profonda riconfigurazione degli assetti paesaggistici. La lettura integrata delle fonti consente di riconoscere nel Lazzaretto una struttura stratificata, in cui permanenze, trasformazioni e demolizioni si rendono intelligibili attraverso l’analisi delle fonti. La visualizzazione si configura pertanto come operazione critica che, attraverso pratiche interpretative, mette in evidenza discontinuità, lacune e processi trasformativi che hanno interessato tanto le strutture del Lazzaretto quanto il sistema paesaggistico di cui esso costituiva parte integrante.
Nisida e il Lazzaretto scomparso: immagini sistemiche di un paesaggio ‘ferito’
Ornella Zerlenga
;Margherita Cicala;Riccardo Miele;Vincenzo Cirillo
2026
Abstract
Il contributo propone un’analisi sistemica sull’evoluzione del Lazzaretto ‘Vecchio’ di Nisida, architettura oggi scomparsa e originariamente ubicata sullo scoglio di Chiuppino, tra l’isola di Nisida e la costa di Bagnoli. Tale contesto, tradizionalmente riconducibile all’immaginario del locus amoenus, si configura oggi come paesaggio ferito, esito di processi di antropizzazione che ne hanno progressivamente ridefinito morfologia, significati e relazioni. Obiettivo del lavoro è indagare come le fonti iconografiche possano essere rilette quali strumenti attivi di visualizzazione. La ricerca si fonda su una lettura diacronica delle principali fonti iconografiche – disegni di progetto, vedute e fotografie – assunte come sistema di rappresentazioni attraverso cui rendere leggibili i processi di trasformazione che hanno determinato, da un lato, la perdita di un significativo patrimonio architettonico e, dall’altro, una profonda riconfigurazione degli assetti paesaggistici. La lettura integrata delle fonti consente di riconoscere nel Lazzaretto una struttura stratificata, in cui permanenze, trasformazioni e demolizioni si rendono intelligibili attraverso l’analisi delle fonti. La visualizzazione si configura pertanto come operazione critica che, attraverso pratiche interpretative, mette in evidenza discontinuità, lacune e processi trasformativi che hanno interessato tanto le strutture del Lazzaretto quanto il sistema paesaggistico di cui esso costituiva parte integrante.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


