Nel contesto della rapida espansione dei mercati digitali, che ha posto in crisi categorie giuridiche e modelli impositivi elaborati con riferimento ad intermediari tradizionali e ad assetti negoziali caratterizzati da più elevati livelli di centralizzazione, standardizzazione e tracciabilità, il contributo analizza, in prospettiva sistematica, i principali profili fiscali delle operazioni finanziarie aventi ad oggetto cripto-attività. A partire dall’evoluzione tecnologica sottesa alla distributed ledger technology e dalla marcata eterogeneità funzionale dei crypto-asset, l’indagine ricostruisce le principali criticità derivanti dalla persistente incertezza qualificatoria del fenomeno, evidenziandone l’incidenza non solo sulla determinazione del trattamento tributario delle singole fattispecie e sulla ricostruzione del relativo presupposto d’imposta, ma anche sulla coerenza complessiva del sistema impositivo. In questa prospettiva, particolare rilievo assume l’orientamento formatosi in materia di IVA, anche alla luce della giurisprudenza unionale e della prassi dell’Agenzia delle Entrate. Sul versante interno, la progressiva tipizzazione della materia trova nella legge di bilancio 2023 un passaggio decisivo ai fini dell’introduzione di un regime fiscale specifico per le plusvalenze da cripto-attività nell’ambito dei redditi diversi di natura finanziaria, nonché del rafforzamento degli obblighi dichiarativi e di monitoraggio, cui fa seguito l’inasprimento del prelievo, sino all’incremento dell’aliquota previsto per il 2026. In tale quadro, si inserisce altresì il rapporto di coesistenza e complementarità normativa tra il regime impositivo così delineato e la Tobin tax, ossia l’imposta sulle transazioni finanziarie, con specifico riguardo ai profili di coordinamento ed ai possibili margini di sovrapposizione e di asimmetria applicativa. Sul piano sovranazionale, si segnalano la perdurante frammentazione dei regimi vigenti nell’Unione europea e l’impatto della DAC8, destinata ad incidere in modo significativo sul versante dello scambio automatico di informazioni, della tracciabilità e, più in generale, del rafforzamento della trasparenza fiscale. In conclusione, emerge l’esigenza di una più ordinata qualificazione giuridica e classificazione funzionale dei diversi asset digitali, nonché di soluzioni di armonizzazione e coordinamento sovranazionale idonee a ridurre le incertezze interpretative e applicative, contenere il contenzioso e attenuare i disallineamenti informativi, nella prospettiva di un sistema tributario maggiormente coerente, effettivo e adeguato alle trasformazioni in atto nella finanza digitale.

Aspetti fiscali delle operazioni finanziarie realizzate con criptovalute

TRIGGIANI, Silvia
2025

Abstract

Nel contesto della rapida espansione dei mercati digitali, che ha posto in crisi categorie giuridiche e modelli impositivi elaborati con riferimento ad intermediari tradizionali e ad assetti negoziali caratterizzati da più elevati livelli di centralizzazione, standardizzazione e tracciabilità, il contributo analizza, in prospettiva sistematica, i principali profili fiscali delle operazioni finanziarie aventi ad oggetto cripto-attività. A partire dall’evoluzione tecnologica sottesa alla distributed ledger technology e dalla marcata eterogeneità funzionale dei crypto-asset, l’indagine ricostruisce le principali criticità derivanti dalla persistente incertezza qualificatoria del fenomeno, evidenziandone l’incidenza non solo sulla determinazione del trattamento tributario delle singole fattispecie e sulla ricostruzione del relativo presupposto d’imposta, ma anche sulla coerenza complessiva del sistema impositivo. In questa prospettiva, particolare rilievo assume l’orientamento formatosi in materia di IVA, anche alla luce della giurisprudenza unionale e della prassi dell’Agenzia delle Entrate. Sul versante interno, la progressiva tipizzazione della materia trova nella legge di bilancio 2023 un passaggio decisivo ai fini dell’introduzione di un regime fiscale specifico per le plusvalenze da cripto-attività nell’ambito dei redditi diversi di natura finanziaria, nonché del rafforzamento degli obblighi dichiarativi e di monitoraggio, cui fa seguito l’inasprimento del prelievo, sino all’incremento dell’aliquota previsto per il 2026. In tale quadro, si inserisce altresì il rapporto di coesistenza e complementarità normativa tra il regime impositivo così delineato e la Tobin tax, ossia l’imposta sulle transazioni finanziarie, con specifico riguardo ai profili di coordinamento ed ai possibili margini di sovrapposizione e di asimmetria applicativa. Sul piano sovranazionale, si segnalano la perdurante frammentazione dei regimi vigenti nell’Unione europea e l’impatto della DAC8, destinata ad incidere in modo significativo sul versante dello scambio automatico di informazioni, della tracciabilità e, più in generale, del rafforzamento della trasparenza fiscale. In conclusione, emerge l’esigenza di una più ordinata qualificazione giuridica e classificazione funzionale dei diversi asset digitali, nonché di soluzioni di armonizzazione e coordinamento sovranazionale idonee a ridurre le incertezze interpretative e applicative, contenere il contenzioso e attenuare i disallineamenti informativi, nella prospettiva di un sistema tributario maggiormente coerente, effettivo e adeguato alle trasformazioni in atto nella finanza digitale.
2025
Triggiani, Silvia
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