Il volume si colloca nell’ambito del progetto The recognition and the implementation of Essential Levels of Care in the Assisted Reproductive Technologies: new challenges for the public sector (ELCART), sovvenzionato grazie al “Bando per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale e applicata” promosso dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli, il cui obiettivo è stato l’esame dell’impatto, nell’ordinamento italiano, del riconoscimento e dell’effettiva attuazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) quali Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La procreazione medicalmente assistita rappresenta non solo una pratica clinica, sempre più diffusa negli ultimi decenni, ma un fenomeno complesso che riflette i modelli culturali di famiglia, la legittimazione simbolica della genitorialità e la capacità delle istituzioni di adattarsi a nuove domande sociali. Parlare di procreazione medicalmente assistita, quindi, non significa solo occuparsi dell’insieme di tecniche biomediche finalizzate a superare l’infertilità, ma interrogarsi anche sulle profonde trasformazioni sociali che sottende. È, quindi, un campo in cui si intrecciano discorsi scientifici, giuridici, etici e sociali. Da un punto di vista normativo l’Italia ha operato predisponendo, in primis con la Legge 19 Febbraio 2004, n. 40, un impianto restrittivo, espressione di una certa visione tradizionale della famiglia e della genitorialità e producendo forti conflitti tra norme e aspettative sociali. Con il tempo, però, le sentenze della Corte costituzionale hanno progressivamente aperto la strada a una maggiore legittimazione della PMA. Da un punto di vista sociale è interessante analizzare come la società abbia influito sul processo di legittimazione della procreazione medicalmente assistita e su come ancora oggi sia percepita, interpretata e valutata nei discorsi pubblici, nelle narrazioni dei media e nelle esperienze delle coppie. La percezione sociale della PMA non è, dunque, il mero riflesso dei dati clinici o delle norme, bensì il prodotto di processi culturali, simbolici e relazionali che hanno modellato e modellano l’immaginario collettivo. I profondi mutamenti sociali degli ultimi vent’anni, la trasformazione dei modelli familiari, la crisi della natalità, l’influenza di internet, la crescente medicalizzazione della vita e il ruolo della giurisprudenza europea hanno profondamente inciso sulla percezione della PMA.

La dimensione socio-giuridica della procreazione medicalmente assistita in Italia. Percezione collettiva, fattori di influenza e dinamiche di legittimazione sociale

Giovanna Palermo
2026

Abstract

Il volume si colloca nell’ambito del progetto The recognition and the implementation of Essential Levels of Care in the Assisted Reproductive Technologies: new challenges for the public sector (ELCART), sovvenzionato grazie al “Bando per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale e applicata” promosso dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli, il cui obiettivo è stato l’esame dell’impatto, nell’ordinamento italiano, del riconoscimento e dell’effettiva attuazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) quali Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La procreazione medicalmente assistita rappresenta non solo una pratica clinica, sempre più diffusa negli ultimi decenni, ma un fenomeno complesso che riflette i modelli culturali di famiglia, la legittimazione simbolica della genitorialità e la capacità delle istituzioni di adattarsi a nuove domande sociali. Parlare di procreazione medicalmente assistita, quindi, non significa solo occuparsi dell’insieme di tecniche biomediche finalizzate a superare l’infertilità, ma interrogarsi anche sulle profonde trasformazioni sociali che sottende. È, quindi, un campo in cui si intrecciano discorsi scientifici, giuridici, etici e sociali. Da un punto di vista normativo l’Italia ha operato predisponendo, in primis con la Legge 19 Febbraio 2004, n. 40, un impianto restrittivo, espressione di una certa visione tradizionale della famiglia e della genitorialità e producendo forti conflitti tra norme e aspettative sociali. Con il tempo, però, le sentenze della Corte costituzionale hanno progressivamente aperto la strada a una maggiore legittimazione della PMA. Da un punto di vista sociale è interessante analizzare come la società abbia influito sul processo di legittimazione della procreazione medicalmente assistita e su come ancora oggi sia percepita, interpretata e valutata nei discorsi pubblici, nelle narrazioni dei media e nelle esperienze delle coppie. La percezione sociale della PMA non è, dunque, il mero riflesso dei dati clinici o delle norme, bensì il prodotto di processi culturali, simbolici e relazionali che hanno modellato e modellano l’immaginario collettivo. I profondi mutamenti sociali degli ultimi vent’anni, la trasformazione dei modelli familiari, la crisi della natalità, l’influenza di internet, la crescente medicalizzazione della vita e il ruolo della giurisprudenza europea hanno profondamente inciso sulla percezione della PMA.
2026
Palermo, Giovanna
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