In un’epoca dove il termine transizione indica non solo un passaggio obbligatorio per migliorare le condizioni di vita del mondo e dei suoi abitanti, ma anche il cambiamento da un qualcosa di vecchio e desueto a qualcosa di nuovo e potenzialmente produttivo, si vuole proporre una riflessione sul “cambiamento di funzione” degli edifici di culto nel 2025. Alla luce delle nuove posizioni della Chiesa Cattolica nelle politiche sociali, l’oggetto di quest’analisi che parte da un caso di studio di una Chiesa napoletana, vuole sottolineare l’importanza di un cambiamento con le possibili attività che un luogo dedito al culto può ospitare e offrire. Oggetto di esame è la chiesa dell’Arciconfraternita di Sant’Andrea delle Dame, una Cappella annessa all’omonimo Monastero, costruito nel 1587. Chiusa al culto dal 1980 per i danni causati dal terremoto, è stata riaperta soltanto nel 2023 con il progetto della Curia Arcivescovile di Napoli di affidare le chiese chiuse ad associazioni culturali e Fondazioni. Attualmente la chiesa rientra nel Progetto MUDD, Museo Diocesano Diffuso, e ha lo scopo di diventare un polo multiculturale con una progettualità di sviluppo sostenibile per una transizione di un ex luogo di culto in uno spazio comunitario altro. Dal punto di vista metodologico, il lavoro si compone di quattro parti. Dopo l’introduzione, nel paragrafo successivo si descrive il bene ecclesiastico con l’ausilio di fonti indirette e dirette, mentre in quello seguente comprende una breve descrizione del progetto di transizione e a seguire le conclusioni.

Towards new feasibilities of worship and ecclesiastical goods: the case study of Sant’Andrea delle Dame in Naples. In an era where the term transition indicates not only a mandatory step to improve the living conditions of the world and its inhabitants, but also the change from something old and obsolete to something new and potentially productive, we want to propose a reflection on the “change of function” of places of worship in 2025. In light of the new positions of the Catholic Church in social policies, the object of this analysis that starts from a case study of a Neapolitan Church, wants to underline the importance of a change with the possible activities that a place dedicated to worship can host and offer. The case study is the church of the Archconfraternity of Sant’Andrea delle Dame, a Chapel annexed to the Monastery of the same name, built in 1587. Closed to worship since 1980 due to damage caused by the earthquake, it was reopened only in 2023 with the project of the Archbishop Curia of Naples to entrust the closed churches to cultural associations and Foundations. Currently the church is part of the MUDD Project, Diffused Diocesan Museum, and aims to become a multicultural centre with a sustainable development project for a transition of a former place of worship into another community space. From a methodological point of view, the work is composed of four parts. After the introduction, the next paragraph describes the ecclesiastical property with the help of indirect and direct sources, while the following one includes a brief description of the transition project and then the conclusions.

Verso nuove espressioni di praticabilità di luoghi di culto e beni ecclesiastici: il caso della chiesa di Sant'Andrea delle Dame a Napoli

Mauro Palumbo
2025

Abstract

In un’epoca dove il termine transizione indica non solo un passaggio obbligatorio per migliorare le condizioni di vita del mondo e dei suoi abitanti, ma anche il cambiamento da un qualcosa di vecchio e desueto a qualcosa di nuovo e potenzialmente produttivo, si vuole proporre una riflessione sul “cambiamento di funzione” degli edifici di culto nel 2025. Alla luce delle nuove posizioni della Chiesa Cattolica nelle politiche sociali, l’oggetto di quest’analisi che parte da un caso di studio di una Chiesa napoletana, vuole sottolineare l’importanza di un cambiamento con le possibili attività che un luogo dedito al culto può ospitare e offrire. Oggetto di esame è la chiesa dell’Arciconfraternita di Sant’Andrea delle Dame, una Cappella annessa all’omonimo Monastero, costruito nel 1587. Chiusa al culto dal 1980 per i danni causati dal terremoto, è stata riaperta soltanto nel 2023 con il progetto della Curia Arcivescovile di Napoli di affidare le chiese chiuse ad associazioni culturali e Fondazioni. Attualmente la chiesa rientra nel Progetto MUDD, Museo Diocesano Diffuso, e ha lo scopo di diventare un polo multiculturale con una progettualità di sviluppo sostenibile per una transizione di un ex luogo di culto in uno spazio comunitario altro. Dal punto di vista metodologico, il lavoro si compone di quattro parti. Dopo l’introduzione, nel paragrafo successivo si descrive il bene ecclesiastico con l’ausilio di fonti indirette e dirette, mentre in quello seguente comprende una breve descrizione del progetto di transizione e a seguire le conclusioni.
2025
Palumbo, Mauro
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/592844
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