La crisi climatica è una delle questioni più complesse della modernità, un macro-tema che sfugge sempre di più al tentativo degli ordinamenti giuridici di perimetrarlo come “oggetto” di regolazione giuridica e costituzionale, costituendo esso una dimensione olistica e totalizzante di tutte le grandi complessità della contemporaneità. Una panoplia di attori è sempre più assorbita dalle forme e dai processi legati ai cambiamenti climatici e, dunque, alla regolazione del clima. Questo contributo propone di esplorare il discorso legato ai cambiamenti climatici, a partire dall’analisi della comunicazione di un attore perno del sistema istituzionale italiano, il Presidente della Repubblica, e comprendere se è apprezzabile, nel discorso presidenziale, una funzione pedagogica sui temi legati alla crisi climatica. La sedimentazione di un pensiero fondato su un bias anti-scientifico, prevalentemente sostenuto da movimenti e partiti populisti (e) di estrema destra, ha caratterizzato la questione climatica come cleavage nello spettro politico per ricontestualizzare il discorso scientifico e riformulare una semantica valoriale in grado di orientare gli elettori verso determinate proposte di policy. Da questo scenario sembra emergere una figura di riferimento chiave, il Presidente della Repubblica, che, mantenendo la sua funzione di mediazione e di equilibrio, si è inserita proattivamente nel dibattito pubblico quale sprone alla lettura culturale e valoriale della crisi climatica come questione di giustizia intergenerazionale e ontologia delle diseguaglianze. Il cambiamento climatico, come significante mobile e campo di conflitto nello spazio discorsivo pubblico, definisce una articolazione del discorso politico fissata sulla tensione tra campi valoriali. Nella comunicazione presidenziale tale significante sembra acquisire centralità e rilevanza per comprendere come, da un lato, attraverso questa costruzione discorsiva performativa, il Presidente della Repubblica contribuisca a plasmare in generale il discorso politico e, dall’altro, a trasmettere concetti complessi legati alla crisi climatica in modo più accessibile al pubblico. La ricerca, partendo dalla rilevanza acquisita dalle questioni globali nella comunicazione presidenziale, intende offrire uno studio esplorativo sulla costruzione discorsiva della crisi climatica con riferimento alle presidenze Ciampi, Napolitano e Mattarella. Sul piano empirico, quindi, saranno presi in considerazione i discorsi, i comunicati, le interviste dei Presidenti della Repubblica. Le linee direttrici della ricerca ineriscono la comprensione delle seguenti questioni: quanto è presente la crisi climatica nel discorso presidenziale e quali sono le modalità espressive con cui è tematizzata? Emergono correlazioni con specifiche issues? Il perimetro temporale individuato per la ricerca comprende inoltre, sotto il profilo storico, un elemento spartiacque: la crisi climatica come topos del dibattito politico nazionale e globale ha acquisito carattere di masterframe dopo l’Accordo di Parigi del 2015, strumento giuridicamente vincolante prodotto dalla XXI Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Nel corso di questo arco temporale si intensifica la produzione discorsiva attinente alla questione climatica tale che, rispetto a un contesto politico-istituzionale di policy making esitante nel contrasto al fenomeno e attraversato da fratture politiche e polarizzazioni ideologiche, si potrebbe ipotizzare una valenza pedagogica dell’actorness presidenziale in funzione esortativa.

Le global issues nei discorsi del Presidente della Repubblica: la crisi climatica raccontata dal Quirinale (1999-2024)

Fabio Carbone
2024

Abstract

La crisi climatica è una delle questioni più complesse della modernità, un macro-tema che sfugge sempre di più al tentativo degli ordinamenti giuridici di perimetrarlo come “oggetto” di regolazione giuridica e costituzionale, costituendo esso una dimensione olistica e totalizzante di tutte le grandi complessità della contemporaneità. Una panoplia di attori è sempre più assorbita dalle forme e dai processi legati ai cambiamenti climatici e, dunque, alla regolazione del clima. Questo contributo propone di esplorare il discorso legato ai cambiamenti climatici, a partire dall’analisi della comunicazione di un attore perno del sistema istituzionale italiano, il Presidente della Repubblica, e comprendere se è apprezzabile, nel discorso presidenziale, una funzione pedagogica sui temi legati alla crisi climatica. La sedimentazione di un pensiero fondato su un bias anti-scientifico, prevalentemente sostenuto da movimenti e partiti populisti (e) di estrema destra, ha caratterizzato la questione climatica come cleavage nello spettro politico per ricontestualizzare il discorso scientifico e riformulare una semantica valoriale in grado di orientare gli elettori verso determinate proposte di policy. Da questo scenario sembra emergere una figura di riferimento chiave, il Presidente della Repubblica, che, mantenendo la sua funzione di mediazione e di equilibrio, si è inserita proattivamente nel dibattito pubblico quale sprone alla lettura culturale e valoriale della crisi climatica come questione di giustizia intergenerazionale e ontologia delle diseguaglianze. Il cambiamento climatico, come significante mobile e campo di conflitto nello spazio discorsivo pubblico, definisce una articolazione del discorso politico fissata sulla tensione tra campi valoriali. Nella comunicazione presidenziale tale significante sembra acquisire centralità e rilevanza per comprendere come, da un lato, attraverso questa costruzione discorsiva performativa, il Presidente della Repubblica contribuisca a plasmare in generale il discorso politico e, dall’altro, a trasmettere concetti complessi legati alla crisi climatica in modo più accessibile al pubblico. La ricerca, partendo dalla rilevanza acquisita dalle questioni globali nella comunicazione presidenziale, intende offrire uno studio esplorativo sulla costruzione discorsiva della crisi climatica con riferimento alle presidenze Ciampi, Napolitano e Mattarella. Sul piano empirico, quindi, saranno presi in considerazione i discorsi, i comunicati, le interviste dei Presidenti della Repubblica. Le linee direttrici della ricerca ineriscono la comprensione delle seguenti questioni: quanto è presente la crisi climatica nel discorso presidenziale e quali sono le modalità espressive con cui è tematizzata? Emergono correlazioni con specifiche issues? Il perimetro temporale individuato per la ricerca comprende inoltre, sotto il profilo storico, un elemento spartiacque: la crisi climatica come topos del dibattito politico nazionale e globale ha acquisito carattere di masterframe dopo l’Accordo di Parigi del 2015, strumento giuridicamente vincolante prodotto dalla XXI Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Nel corso di questo arco temporale si intensifica la produzione discorsiva attinente alla questione climatica tale che, rispetto a un contesto politico-istituzionale di policy making esitante nel contrasto al fenomeno e attraversato da fratture politiche e polarizzazioni ideologiche, si potrebbe ipotizzare una valenza pedagogica dell’actorness presidenziale in funzione esortativa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/591944
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