Le strade romane sono tra i monumenti più durevoli di Roma: le grandi vie lastricate percorrevano tutto il mondo allora conosciuto, attraversando con sicurezza prodigiosa montagne e paludi, perfino il cuore del Sahara, per congiungere i territori più remoti dell’impero. Le viae romanae furono costruite secondo piani precisi e tecniche eccezionali affinché fossero solide e resistenti e costituiscono un fattore di importanza incalcolabile nella storia stessa dell’umanità; la Via Appia, con le altre strade romane, ha avuto infatti un impatto di portata universale sul movimento di persone, merci, idee, credenze e religioni attraverso i secoli, anche perché concepita come via publica a servizio gratuito di tutti i cittadini. Sul tracciato dell’Appia, poi, si sono sovrapposti e scorrono millenni di storia, come dimostrano anche la quantità e il valore dei monumenti superstiti lungo di essa. La sua importanza era sentita fortemente già in antico, tanto che non solo la Via è menzionata nei testi di molti scrittori classici, ma addirittura fu celebrata come “regina viarum” dal poeta Stazio (Silvae II, 2,12) e Marziale le dedicò il famoso verso “O, Via Appia, …, tu che superi in celebrità tutte le vie d’Italia” (Epigrammaton libri, IX, 101). Il Ministero della cultura ha deciso di promuovere la candidatura della “Via Appia. Regina Viarum”, comprensiva della variante realizzata dall’imperatore Traiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale in quanto essa offre una rappresentazione eccezionale della civiltà romana e, come parte del patrimonio archeologico nazionale, è sottoposta ex lege alle prescrizioni della normativa italiana di tutela e, laddove rimessa in luce, entra nella proprietà dello Stato. Ai fini della candidatura sono state costituite una Commissione Scientifica – con eminenti personalità del mondo della cultura che hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dell’antica strada – e un Comitato tecnico-scientifico che ha coordinato i lavori di predisposizione della documentazione necessaria per richiedere l’iscrizione della Via nella Lista del Patrimonio Mondiale, composto da autorevoli studiosi del settore universitario e dello stesso Ministero. L’ingente numero di Istituzioni, Enti e Rappresentanti delle Comunità residenti dà conto del complesso processo partecipativo condotto.
Via Appia. Regina Viarum
Antonio Coppa
2024
Abstract
Le strade romane sono tra i monumenti più durevoli di Roma: le grandi vie lastricate percorrevano tutto il mondo allora conosciuto, attraversando con sicurezza prodigiosa montagne e paludi, perfino il cuore del Sahara, per congiungere i territori più remoti dell’impero. Le viae romanae furono costruite secondo piani precisi e tecniche eccezionali affinché fossero solide e resistenti e costituiscono un fattore di importanza incalcolabile nella storia stessa dell’umanità; la Via Appia, con le altre strade romane, ha avuto infatti un impatto di portata universale sul movimento di persone, merci, idee, credenze e religioni attraverso i secoli, anche perché concepita come via publica a servizio gratuito di tutti i cittadini. Sul tracciato dell’Appia, poi, si sono sovrapposti e scorrono millenni di storia, come dimostrano anche la quantità e il valore dei monumenti superstiti lungo di essa. La sua importanza era sentita fortemente già in antico, tanto che non solo la Via è menzionata nei testi di molti scrittori classici, ma addirittura fu celebrata come “regina viarum” dal poeta Stazio (Silvae II, 2,12) e Marziale le dedicò il famoso verso “O, Via Appia, …, tu che superi in celebrità tutte le vie d’Italia” (Epigrammaton libri, IX, 101). Il Ministero della cultura ha deciso di promuovere la candidatura della “Via Appia. Regina Viarum”, comprensiva della variante realizzata dall’imperatore Traiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale in quanto essa offre una rappresentazione eccezionale della civiltà romana e, come parte del patrimonio archeologico nazionale, è sottoposta ex lege alle prescrizioni della normativa italiana di tutela e, laddove rimessa in luce, entra nella proprietà dello Stato. Ai fini della candidatura sono state costituite una Commissione Scientifica – con eminenti personalità del mondo della cultura che hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dell’antica strada – e un Comitato tecnico-scientifico che ha coordinato i lavori di predisposizione della documentazione necessaria per richiedere l’iscrizione della Via nella Lista del Patrimonio Mondiale, composto da autorevoli studiosi del settore universitario e dello stesso Ministero. L’ingente numero di Istituzioni, Enti e Rappresentanti delle Comunità residenti dà conto del complesso processo partecipativo condotto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


