La “tirannide di Fiume” ha condizionato la narrazione e la memoria della costruzione della pace nello spazio adriatico nel primo dopoguerra, interpretandola unicamente come tassello di congiunzione tra “vittoria mutilata” e fascismo. D’altro canto, la questione adriatica fu una delle più difficili e pericolose per la costruzione della pace in Europa: dopo l'armistizio, l'Italia e il neoproclamato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni erano fortemente risoluti nel far valere le loro contrastanti rivendicazioni territoriali e la tensione aumentò al punto che un conflitto armato divenne un serio rischio. In quel determinante frangente di rifondazione degli equilibri globali, europei e mediterranei, tuttavia, il tema della “pace adriatica” apparve, allo sguardo di molti, elemento fondante di una nuova costruzione ideale e identitaria dell’Europa e del Mediterraneo. Anche in Italia, ben oltre l’opportunismo geopolitico del vasto consenso nazionalista, non mancarono progetti di mediazione e concrete proposte politiche improntate a ideali democratico -liberali, risorgimentali e finanche mazziniani nella chiave di una fattiva collaborazione tra le due sponde, di una “sorellanza” di popoli basata sul comune passato di appartenenza imperiale. Recuperare questa memoria oggi, nell’attuale contesto di frammentazione dello spazio adriatico- danubiano, è certamente importante per rafforzare prospettive storiche e identitarie condivise in un mare troppo spesso percepito come confine.

The “tyranny of Fiume” influenced the narrative and memory of the construction of peace in the Adriatic area in the first post-war period, interpreting it solely as a connecting piece between “mutilated victory” and fascism. On the other hand, the Adriatic issue was one of the most difficult and dangerous questions for the peace building in Europe: after the armistice, Italy and the recently proclaimed Kingdom of Serbs, Croats and Slovenes were strongly resolute in gaining their conflicting territorial claims and tension escalated to the point that an armed conflict was a serious risk. In that crucial moment of refoundation of global, European and Mediterranean balances, however, the theme of “Adriatic peace” appeared, in the eyes of many, to be a founding element of a new ideal and identity construction of Europe and the Mediterranean. Even in Italy, well beyond the geopolitical opportunism of the vast nationalist consensus, there was no lack of mediation projects and concrete political proposals based on democratic-liberal, Risorgimento and even Mazzinian ideals in the key of an effective collaboration between the two shores, of a "sisterhood" of peoples based on the common past of imperial belonging. Recovering this memory today, in the current context of fragmentation of the Adriatic-Danubian space, is certainly important to strengthen shared historical and identity perspectives in a sea too often perceived as a border.

Da Fiume all'adriatico al Mediterraneo. Narrazioni e interpretazioni della " pace adriatica"dopo la Grande Guerra

Francesca Canale Cama
2024

Abstract

La “tirannide di Fiume” ha condizionato la narrazione e la memoria della costruzione della pace nello spazio adriatico nel primo dopoguerra, interpretandola unicamente come tassello di congiunzione tra “vittoria mutilata” e fascismo. D’altro canto, la questione adriatica fu una delle più difficili e pericolose per la costruzione della pace in Europa: dopo l'armistizio, l'Italia e il neoproclamato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni erano fortemente risoluti nel far valere le loro contrastanti rivendicazioni territoriali e la tensione aumentò al punto che un conflitto armato divenne un serio rischio. In quel determinante frangente di rifondazione degli equilibri globali, europei e mediterranei, tuttavia, il tema della “pace adriatica” apparve, allo sguardo di molti, elemento fondante di una nuova costruzione ideale e identitaria dell’Europa e del Mediterraneo. Anche in Italia, ben oltre l’opportunismo geopolitico del vasto consenso nazionalista, non mancarono progetti di mediazione e concrete proposte politiche improntate a ideali democratico -liberali, risorgimentali e finanche mazziniani nella chiave di una fattiva collaborazione tra le due sponde, di una “sorellanza” di popoli basata sul comune passato di appartenenza imperiale. Recuperare questa memoria oggi, nell’attuale contesto di frammentazione dello spazio adriatico- danubiano, è certamente importante per rafforzare prospettive storiche e identitarie condivise in un mare troppo spesso percepito come confine.
2024
Canale Cama, Francesca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/588485
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