La crescente convergenza tra sicurezza informatica e protezione ambientale rappresenta una frontiera cruciale negli studi sui conflitti del XXI secolo. Questo articolo indaga come la trasformazione digitale della guerra moderna influenzi la sicurezza ambientale, con particolare attenzione alle conseguenze ecologiche indirette e spesso trascurate delle operazioni informatiche. Attraverso una lente multidisciplinare e integrando prospettive accademiche italiane, l'analisi esplora l'uso strategico di strumenti informatici per disabilitare le infrastrutture ambientali, l'assenza di standard giuridici vincolanti che affrontino questo nesso e la vulnerabilità dei sistemi di monitoraggio ecologico globale alle minacce digitali. Casi di studio – tra cui l'attacco ransomware Colonial Pipeline, le operazioni informatiche israeliane sui sistemi idrici iraniani e le violazioni dei dati durante il colpo di stato in Myanmar – dimostrano come la guerra informatica produca rischi sistemici sia per la stabilità ambientale che per la vita civile. Il saggio sollecita lo sviluppo di quadri giuridici integrati, una più forte collaborazione intersettoriale e l'inclusione della resilienza digitale nella governance ambientale. In definitiva, sostiene che colmare il divario tra byte e biosfere è essenziale per il futuro consolidamento della pace e una sicurezza globale sostenibile.

Cybersecurity e protezione dell’ambiente durante i conflitti armati: connessioni e vuoti normativi

Aldo Amirante
2025

Abstract

La crescente convergenza tra sicurezza informatica e protezione ambientale rappresenta una frontiera cruciale negli studi sui conflitti del XXI secolo. Questo articolo indaga come la trasformazione digitale della guerra moderna influenzi la sicurezza ambientale, con particolare attenzione alle conseguenze ecologiche indirette e spesso trascurate delle operazioni informatiche. Attraverso una lente multidisciplinare e integrando prospettive accademiche italiane, l'analisi esplora l'uso strategico di strumenti informatici per disabilitare le infrastrutture ambientali, l'assenza di standard giuridici vincolanti che affrontino questo nesso e la vulnerabilità dei sistemi di monitoraggio ecologico globale alle minacce digitali. Casi di studio – tra cui l'attacco ransomware Colonial Pipeline, le operazioni informatiche israeliane sui sistemi idrici iraniani e le violazioni dei dati durante il colpo di stato in Myanmar – dimostrano come la guerra informatica produca rischi sistemici sia per la stabilità ambientale che per la vita civile. Il saggio sollecita lo sviluppo di quadri giuridici integrati, una più forte collaborazione intersettoriale e l'inclusione della resilienza digitale nella governance ambientale. In definitiva, sostiene che colmare il divario tra byte e biosfere è essenziale per il futuro consolidamento della pace e una sicurezza globale sostenibile.
2025
Amirante, Aldo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/586865
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