Introduzione: Il trattamento del diabete mellito di tipo 2 (T2DM) si è evoluto grazie all’introduzione degli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), farmaci che migliorano il controllo della glicemia, favoriscono la perdita di peso e riducono l’appetito. Tuttavia, sono emerse preoccupazioni relative ad una possibile associazione tra questi farmaci e il cancro della tiroide, soprattutto a seguito di studi preclinici. Obiettivo: L’obiettivo di questo studio era quello di analizzare gli individual case safety reports (ICSRs) relativi agli agonisti del recettore del GLP-1 disponibili in Europa (semaglutide, liraglutide, exenatide, lixisenatide, dulaglutide) e al doppio agonista del recettore GLP-1 e del GIP (tirzepatide), concentrandosi sugli eventi avversi correlati al cancro alla tiroide, utilizzando il database europeo di farmacovigilanza EudraVigilance (EV). Metodi: Sono state estratte dal database EudraVigilance le segnalazioni in cui semaglutide, liraglutide, exenatide, lixisenatide, dulaglutide o il doppio agonista GLP-1/GIP, tirzepatide, erano riportati come farmaci sospetti. Per confrontare la probabilità di segnalazione di eventi avversi correlati al cancro della tiroide tra questi farmaci, è stata effettuata un’analisi di disproporzionalità utilizzando il Reporting Odds Ratio (ROR) con intervallo di confidenza al 95% (IC 95%). È stata inoltre condotta un’analisi di sensibilità in base all’indicazione terapeutica (diabete o gestione del peso). Risultati: Sono state incluse nell’analisi 34.956 segnalazioni. La maggior parte degli eventi avversi ha riguardato pazienti adulti e anziani di sesso femminile. Le classi di sistemi e organi (SOC) più segnalate e i relativi preferred term sono stati: "Disturbi gastrointestinali" (nausea, vomito e diarrea), "Disturbi generali e condizioni relative alla sede di somministrazione" (affaticamento, farmaco inefficace e malessere) e "Lesioni, avvelenamenti e complicazioni procedurali" (uso off-label, programma di somministrazione del prodotto inappropriato e uso del prodotto in indicazioni non approvate). La maggior parte degli eventi è stata classificata come non grave (58,7%). Il restante 41,3% degli eventi è risultato grave, con i criteri di gravità più frequentemente riportati come "Altra condizione clinicamente rilevante" (n=20.721; 21,8%) e "Ospedalizzazione causata/prolungata" (n=15.181; 15,9%). L’analisi di disproporzionalità ha mostrato che la semaglutide presenta una probabilità inferiore di segnalazione di eventi avversi correlati al cancro della tiroide rispetto a tirzepatide (ROR = 0,54; IC 95% 0,37–0,81; p < 0,05). Tuttavia, l’analisi di sensibilità non ha riportato segnali significativi nei gruppi suddivisi per indicazione terapeutica. Conclusioni: Lo studio ha evidenziato una maggiore probabilità di segnalazione di eventi avversi legati al cancro della tiroide per tirzepatide rispetto a semaglutide, anche se il rischio complessivo rimane incerto. Tuttavia, questi risultati devono essere interpretati con cautela a causa dei limiti intrinseci dei database di farmacovigilanza. Pertanto, sono necessari ulteriori studi per valutare meglio una possibile relazione causale tra i GLP-1 RA e il cancro della tiroide.
Valutazione del profilo di sicurezza dei GLP-1 RAs: un focus sugli eventi avversi correlati al cancro alla tiroide utilizzando il database europeo di farmacovigilanza / Liguori, Valerio. - (2026 Jan 21).
Valutazione del profilo di sicurezza dei GLP-1 RAs: un focus sugli eventi avversi correlati al cancro alla tiroide utilizzando il database europeo di farmacovigilanza
LIGUORI, VALERIO
2026
Abstract
Introduzione: Il trattamento del diabete mellito di tipo 2 (T2DM) si è evoluto grazie all’introduzione degli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA), farmaci che migliorano il controllo della glicemia, favoriscono la perdita di peso e riducono l’appetito. Tuttavia, sono emerse preoccupazioni relative ad una possibile associazione tra questi farmaci e il cancro della tiroide, soprattutto a seguito di studi preclinici. Obiettivo: L’obiettivo di questo studio era quello di analizzare gli individual case safety reports (ICSRs) relativi agli agonisti del recettore del GLP-1 disponibili in Europa (semaglutide, liraglutide, exenatide, lixisenatide, dulaglutide) e al doppio agonista del recettore GLP-1 e del GIP (tirzepatide), concentrandosi sugli eventi avversi correlati al cancro alla tiroide, utilizzando il database europeo di farmacovigilanza EudraVigilance (EV). Metodi: Sono state estratte dal database EudraVigilance le segnalazioni in cui semaglutide, liraglutide, exenatide, lixisenatide, dulaglutide o il doppio agonista GLP-1/GIP, tirzepatide, erano riportati come farmaci sospetti. Per confrontare la probabilità di segnalazione di eventi avversi correlati al cancro della tiroide tra questi farmaci, è stata effettuata un’analisi di disproporzionalità utilizzando il Reporting Odds Ratio (ROR) con intervallo di confidenza al 95% (IC 95%). È stata inoltre condotta un’analisi di sensibilità in base all’indicazione terapeutica (diabete o gestione del peso). Risultati: Sono state incluse nell’analisi 34.956 segnalazioni. La maggior parte degli eventi avversi ha riguardato pazienti adulti e anziani di sesso femminile. Le classi di sistemi e organi (SOC) più segnalate e i relativi preferred term sono stati: "Disturbi gastrointestinali" (nausea, vomito e diarrea), "Disturbi generali e condizioni relative alla sede di somministrazione" (affaticamento, farmaco inefficace e malessere) e "Lesioni, avvelenamenti e complicazioni procedurali" (uso off-label, programma di somministrazione del prodotto inappropriato e uso del prodotto in indicazioni non approvate). La maggior parte degli eventi è stata classificata come non grave (58,7%). Il restante 41,3% degli eventi è risultato grave, con i criteri di gravità più frequentemente riportati come "Altra condizione clinicamente rilevante" (n=20.721; 21,8%) e "Ospedalizzazione causata/prolungata" (n=15.181; 15,9%). L’analisi di disproporzionalità ha mostrato che la semaglutide presenta una probabilità inferiore di segnalazione di eventi avversi correlati al cancro della tiroide rispetto a tirzepatide (ROR = 0,54; IC 95% 0,37–0,81; p < 0,05). Tuttavia, l’analisi di sensibilità non ha riportato segnali significativi nei gruppi suddivisi per indicazione terapeutica. Conclusioni: Lo studio ha evidenziato una maggiore probabilità di segnalazione di eventi avversi legati al cancro della tiroide per tirzepatide rispetto a semaglutide, anche se il rischio complessivo rimane incerto. Tuttavia, questi risultati devono essere interpretati con cautela a causa dei limiti intrinseci dei database di farmacovigilanza. Pertanto, sono necessari ulteriori studi per valutare meglio una possibile relazione causale tra i GLP-1 RA e il cancro della tiroide.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


