Vent’anni di florida ricerca scientifica, formazione critica e progetto applicato alle piccole e medie scale del design, testati nelle piccole città fortificate della Repubblica di San Marino hanno generato nuovi approcci ecosistemici, metodologie processuali e forme d’interscambio e partecipazione tra comunità scientifica educante e comunità locale di apprendimento. Questo prolifico flusso di sperimentazioni universitarie in un territorio ristretto, rappresentato dal singolare e contraddittorio organismo urbano neo-medievale che è la sua Capitale, ha recentemente dato origine al progetto di ricerca teorica e applicata interuniversitaria internazionale dal titolo “Stretch the Edge”. Un progetto che germoglia come legittimo organismo strategico di partecipazione interdisciplinare e pluriattoriale, scientifica e civica, con l’obiettivo di indagare come le discipline del design possano rappresentare strumenti utili per riattivare, rigenerare e valorizzare quei micro-territori delle aree interne racchiusi da fortificazioni naturali o artificiali, per contrapporsi a spopolamento, isolamento e spaesamento che spesso connotano questi luoghi. Risignificazione e rivalutazione delle caratteristiche di unicità e identità paesaggistica, non omologazione ai modelli di sviluppo dominanti, rappresentano oggi concrete opportunità di sviluppo ambientale, urbano e rurale verso nuove possibilità di radicamento e restanza. E in quanto tali devono essere esaltate, rielaborate e sistematizzate nei futuri processi di ripopolamento e di nuovo insediamento delle comunità del futuro, proprio con il fine di contribuire a rendere gli stessi territori ecosistemi dinamici multispecie e interspecie, luoghi tangibili dell’abitare sostenibile. Questo processo progettuale in continua evoluzione prevede una progressiva acquisizione di conoscenze, l’affinamento della metodologia operativa, una parallela elaborazione di direzioni principali di progetto, feedback da parte degli interlocutori e alcune sperimentazioni applicative. Il contributo fa parte dell'osservatorio "Ricerche e progetti" della sezione "Design per la sopravvivenza sociale" del volume "Design for Survival. Proposte responsabili per un futuro oltre la crisi" curato da L.Pietroni e D.Turrini.
Stretch the Edge. Design rigenerativo per micro-territori e piccole città fortificate.
Chiara Amatori
;Alice Cappelli
;
2025
Abstract
Vent’anni di florida ricerca scientifica, formazione critica e progetto applicato alle piccole e medie scale del design, testati nelle piccole città fortificate della Repubblica di San Marino hanno generato nuovi approcci ecosistemici, metodologie processuali e forme d’interscambio e partecipazione tra comunità scientifica educante e comunità locale di apprendimento. Questo prolifico flusso di sperimentazioni universitarie in un territorio ristretto, rappresentato dal singolare e contraddittorio organismo urbano neo-medievale che è la sua Capitale, ha recentemente dato origine al progetto di ricerca teorica e applicata interuniversitaria internazionale dal titolo “Stretch the Edge”. Un progetto che germoglia come legittimo organismo strategico di partecipazione interdisciplinare e pluriattoriale, scientifica e civica, con l’obiettivo di indagare come le discipline del design possano rappresentare strumenti utili per riattivare, rigenerare e valorizzare quei micro-territori delle aree interne racchiusi da fortificazioni naturali o artificiali, per contrapporsi a spopolamento, isolamento e spaesamento che spesso connotano questi luoghi. Risignificazione e rivalutazione delle caratteristiche di unicità e identità paesaggistica, non omologazione ai modelli di sviluppo dominanti, rappresentano oggi concrete opportunità di sviluppo ambientale, urbano e rurale verso nuove possibilità di radicamento e restanza. E in quanto tali devono essere esaltate, rielaborate e sistematizzate nei futuri processi di ripopolamento e di nuovo insediamento delle comunità del futuro, proprio con il fine di contribuire a rendere gli stessi territori ecosistemi dinamici multispecie e interspecie, luoghi tangibili dell’abitare sostenibile. Questo processo progettuale in continua evoluzione prevede una progressiva acquisizione di conoscenze, l’affinamento della metodologia operativa, una parallela elaborazione di direzioni principali di progetto, feedback da parte degli interlocutori e alcune sperimentazioni applicative. Il contributo fa parte dell'osservatorio "Ricerche e progetti" della sezione "Design per la sopravvivenza sociale" del volume "Design for Survival. Proposte responsabili per un futuro oltre la crisi" curato da L.Pietroni e D.Turrini.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


