L’esigenza del consumatore musulmano di poter disporre di beni e servizi shari‘a compliant non risparmia il settore dell’abbigliamento, in quanto anche la moda deve essere halal nell’Islam. Quella della moda halal è, tuttavia, una categoria ampia ed eterogenea che assume contorni diversi tanto nei paesi islamici, dove si possono riscontrare posizioni finanche agli antipodi, quanto nei paesi occidentali. La capitalizzazione dei precetti della shari‘a in materia di abbigliamento si fonda sul concetto di haya’, generalmente tradotto con “modestia”. Si tratta di una “virtù” che, a par- tire dagli anni Duemila, ha dato origine alla “modest fashion”, un’espressione coniata nel linguaggio commerciale come sinonimo di “Islamic fashion” e “halal fashion” e che denota un mercato in continua crescita. Simbolo per antonomasia della moda modesta è il velo islamico, la cui configurazione quale parte necessaria o opzionale della modest fashion cambia in base al paese islamico considerato e alle scelte delle comunità musulmane dei paesi occidentali. Attualmente la decisione di indossare il velo viene rivendicata dalle donne musulmane come libera e consapevole, lasciando talvolta entrare la moda islamica nelle aule di giustizia nella forma dei simboli religiosi e facendone, altre volte, uno strumento di soft power che causa polemiche di natura geopolitica. Ne consegue che il fenomeno modest fashion prospetta una vera e propria rivoluzione nel panorama della moda globale, portando ad interrogarsi sulle sue possibili evoluzioni.
Halal Fashion Revolution: un business nel segno della modestia
Anna Marotta
2025
Abstract
L’esigenza del consumatore musulmano di poter disporre di beni e servizi shari‘a compliant non risparmia il settore dell’abbigliamento, in quanto anche la moda deve essere halal nell’Islam. Quella della moda halal è, tuttavia, una categoria ampia ed eterogenea che assume contorni diversi tanto nei paesi islamici, dove si possono riscontrare posizioni finanche agli antipodi, quanto nei paesi occidentali. La capitalizzazione dei precetti della shari‘a in materia di abbigliamento si fonda sul concetto di haya’, generalmente tradotto con “modestia”. Si tratta di una “virtù” che, a par- tire dagli anni Duemila, ha dato origine alla “modest fashion”, un’espressione coniata nel linguaggio commerciale come sinonimo di “Islamic fashion” e “halal fashion” e che denota un mercato in continua crescita. Simbolo per antonomasia della moda modesta è il velo islamico, la cui configurazione quale parte necessaria o opzionale della modest fashion cambia in base al paese islamico considerato e alle scelte delle comunità musulmane dei paesi occidentali. Attualmente la decisione di indossare il velo viene rivendicata dalle donne musulmane come libera e consapevole, lasciando talvolta entrare la moda islamica nelle aule di giustizia nella forma dei simboli religiosi e facendone, altre volte, uno strumento di soft power che causa polemiche di natura geopolitica. Ne consegue che il fenomeno modest fashion prospetta una vera e propria rivoluzione nel panorama della moda globale, portando ad interrogarsi sulle sue possibili evoluzioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


