Nel Seicento, la collina di Posillipo ospitò la villa Muscettola, un raro esempio di masseria-museo costruita tra gli anni trenta e gli anni cinquanta da Giovan Battista, togato napoletano, per accogliere la sua ricca collezione di statue antiche e moderne. La residenza, lasciata in eredità al fratello Francesco Antonio, fu concepita, infatti, come uno spazio espositivo all’aperto. Attraverso l’esplorazione di molte nuove fonti di archivio (dall’ASNa e dall’ASBN), il saggio ne ricostruisce la storia, la sua architettura sottolineando il ruolo dei togati nell’insediamento di nuove ville nel paesaggio extraurbano. La rovina nel Settecento e la sua scomparsa nella città contemporanea, soprattutto dopo l’edificazione di nuovi palazzi multipiano dagli anni sessanta, rendono indispensabile il recupero della sua memoria.
In the 17th century, the hill of Posillipo was the site of Villa Muscettola, a rare example of a farmhouse-museum, constructed between the 1630s and 1650s by Giovan Battista, a Neapolitan magistrate, with the intent of housing his extensive collection of ancient and modern statuary. Conceived as an open-air exhibition space, the residence was later bequeathed to his brother, Francesco Antonio. Drawing upon a wide array of archival sources, the essay reconstructs the villa’s history and architectural features, while emphasizing the pivotal role played by magistrates in the development of suburban villas within the Neapolitan landscape. The villa’s decline during the 18th century and its disappearance from the urban fabric—particularly following the proliferation of multi-storey buildings from the 1960s onward—underscore the importance of recovering its historical memory.
Le ville dei Togati nel Seicento. Un museo di antichità nella masseria dei Muscettola a Villanova
Maria Gabriella Pezone
2025
Abstract
Nel Seicento, la collina di Posillipo ospitò la villa Muscettola, un raro esempio di masseria-museo costruita tra gli anni trenta e gli anni cinquanta da Giovan Battista, togato napoletano, per accogliere la sua ricca collezione di statue antiche e moderne. La residenza, lasciata in eredità al fratello Francesco Antonio, fu concepita, infatti, come uno spazio espositivo all’aperto. Attraverso l’esplorazione di molte nuove fonti di archivio (dall’ASNa e dall’ASBN), il saggio ne ricostruisce la storia, la sua architettura sottolineando il ruolo dei togati nell’insediamento di nuove ville nel paesaggio extraurbano. La rovina nel Settecento e la sua scomparsa nella città contemporanea, soprattutto dopo l’edificazione di nuovi palazzi multipiano dagli anni sessanta, rendono indispensabile il recupero della sua memoria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


