Il saggio si propone di esaminare le ragioni profonde per le quali il Regno delle due Sicilie, all’indomani della I Assemblea parlamentare, nel 1820, manifestò segni palesi di sgretolamento del proprio apparato di governo, che si tradussero, tra l’altro, in una accentuata difficoltà a perseguire linee di condotta omogenee. In particolare, gli Autori approfondiscono la fisionomia istituzionale, sociale e territoriale del Regno che si era venuta delineando dall’età napoleonica e poi dalla Restaurazione, sottolineando, proprio durante il “Nonimestre costituzionale”, le criticità e l’inadeguatezza di un’élite politica non ancora pronta e matura a rappresentare uno Stato nella sua unitarietà. Emersero così due concetti di nazione totalmente diversi che, nel caso napoletano si riferiva allo Stato moderno unificato e accentrato delle Due Sicilie, mentre l’“ideologia sicilianista” era rivolta alla tradizione giuridico-amministrativa della società per ceti, concependo la nazione siciliana come un organismo politico al di là dello Stato e anche contro lo Stato stesso.

Dalla monarchia amministrativa allo Stato costituzionale. Rapporti e istituzioni alla luce dei moti del 1820-21

d'Ippolito F. E.
;
Pignata M.
;
Tisci A.
2022

Abstract

Il saggio si propone di esaminare le ragioni profonde per le quali il Regno delle due Sicilie, all’indomani della I Assemblea parlamentare, nel 1820, manifestò segni palesi di sgretolamento del proprio apparato di governo, che si tradussero, tra l’altro, in una accentuata difficoltà a perseguire linee di condotta omogenee. In particolare, gli Autori approfondiscono la fisionomia istituzionale, sociale e territoriale del Regno che si era venuta delineando dall’età napoleonica e poi dalla Restaurazione, sottolineando, proprio durante il “Nonimestre costituzionale”, le criticità e l’inadeguatezza di un’élite politica non ancora pronta e matura a rappresentare uno Stato nella sua unitarietà. Emersero così due concetti di nazione totalmente diversi che, nel caso napoletano si riferiva allo Stato moderno unificato e accentrato delle Due Sicilie, mentre l’“ideologia sicilianista” era rivolta alla tradizione giuridico-amministrativa della società per ceti, concependo la nazione siciliana come un organismo politico al di là dello Stato e anche contro lo Stato stesso.
D'Ippolito, F. E.; Pignata, M.; Tisci, A.
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