Significato ed usi dell' 'Antigone' di Sofocle durante la Grande Guerra. L'articolo sull’Antigone di Hasenclever scritto da Guido Lodovico Luzzatto, apparso tardivamente su 'Dioniso' nel 1931, va inteso come l’opportuna segnalazione di un libro che il nazismo avrebbe subito condannato al rogo, di un autore perseguitato (che in quel momento viveva in esilio a Parigi, dove forse Luzzatto lo aveva conosciuto), per denunciare, attraverso l’uso del mito come «figurazione ideale», non tanto quello che era accaduto, ma quello che stava accadendo e si stava preparando.

Le trincee di Polinice (1917-1933)

Fornaro Sotera
2017

Abstract

Significato ed usi dell' 'Antigone' di Sofocle durante la Grande Guerra. L'articolo sull’Antigone di Hasenclever scritto da Guido Lodovico Luzzatto, apparso tardivamente su 'Dioniso' nel 1931, va inteso come l’opportuna segnalazione di un libro che il nazismo avrebbe subito condannato al rogo, di un autore perseguitato (che in quel momento viveva in esilio a Parigi, dove forse Luzzatto lo aveva conosciuto), per denunciare, attraverso l’uso del mito come «figurazione ideale», non tanto quello che era accaduto, ma quello che stava accadendo e si stava preparando.
Fornaro, Sotera
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11591/452351
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