Le ricerche avviate da qualche anno dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania in area capuana hanno sinora comportato il riesame di alcune delle questioni cruciali circa le dinamiche insediative in questi territori durante l’età della transizione, aggiornando i modelli interpretativi alla luce delle più recenti acquisizioni per l’ambito peninsulare. Del resto, per quanto riguarda la Capua vetus, si dispone di nuovi dati che consentono ulteriori riflessioni per l’immagine della città nei secoli tardoantichi: a ciò si affianca una ripresa degli studi sulla Capua sul Volturno, sia con riguardo alle complesse problematiche poste dalle fonti scritte, sia in relazione alla sua materialità per l’alto Medioevo. Naturale compendio delle ricerche condotte in area urbana è la ricerca estesa agli aspetti del popolamento nell’ager Campanus che offre anch’essa la possibilità di nuovi spunti circa i quadri interpretativi generali. Alla luce di dati in parte inediti, il presente contributo intende riesaminare criticamente – anche alla luce delle nuove acquisizioni – i problemi e le questioni inerenti alla fisionomia di una porzione dell’ager Campanus gravitante intorno all’agglomerato di Capua e dei rapporti che essa ebbe con due centri in particolare, Cales e Teanum Sidicinum, dislocati lungo la via Latina che da nord giungeva nel porto fluviale della Capua vetus (Casilinum) per poi congiungersi alla via Appia: proprio la tenuta di questa infrastruttura viaria costituisce il presupposto per una certa continuità di questo territorio nei secoli difficili della transizione.

Aspetti dell’organizzazione del territorio e della maglia urbana in area capuana fra tarda Antichità e alto Medioevo

Busino
Project Administration
2018

Abstract

Le ricerche avviate da qualche anno dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania in area capuana hanno sinora comportato il riesame di alcune delle questioni cruciali circa le dinamiche insediative in questi territori durante l’età della transizione, aggiornando i modelli interpretativi alla luce delle più recenti acquisizioni per l’ambito peninsulare. Del resto, per quanto riguarda la Capua vetus, si dispone di nuovi dati che consentono ulteriori riflessioni per l’immagine della città nei secoli tardoantichi: a ciò si affianca una ripresa degli studi sulla Capua sul Volturno, sia con riguardo alle complesse problematiche poste dalle fonti scritte, sia in relazione alla sua materialità per l’alto Medioevo. Naturale compendio delle ricerche condotte in area urbana è la ricerca estesa agli aspetti del popolamento nell’ager Campanus che offre anch’essa la possibilità di nuovi spunti circa i quadri interpretativi generali. Alla luce di dati in parte inediti, il presente contributo intende riesaminare criticamente – anche alla luce delle nuove acquisizioni – i problemi e le questioni inerenti alla fisionomia di una porzione dell’ager Campanus gravitante intorno all’agglomerato di Capua e dei rapporti che essa ebbe con due centri in particolare, Cales e Teanum Sidicinum, dislocati lungo la via Latina che da nord giungeva nel porto fluviale della Capua vetus (Casilinum) per poi congiungersi alla via Appia: proprio la tenuta di questa infrastruttura viaria costituisce il presupposto per una certa continuità di questo territorio nei secoli difficili della transizione.
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