Antimo Cesaro, Una metafora medievale del concetto di ordine, in A. Cesaro (ed.), La spada e il labirinto. Percorsi di ermeneutica simbolica, Luciano editore, Napoli 2008, pp. 41-102. Il saggio si propone di indagare i fermenti filosofici, sociali e politici che, a cavallo tra XIII e XIV secolo videro il tramonto del concetto medievale di papato ed impero e il rapido affermarsi di nuove istituzioni politiche (monarchie nazionali, comuni, signorie). La rappresentazione ideologica del mondo fondata sul concetto di plenitudo potestatis variamente inteso, non sopravvisse alla “rivoluzione culturale individualista” che, promossa sulla base dalla prospettiva teologica di Roscellino ed Abelardo (teologia dell’individuazione), nel corso del XIV secolo, determinò, attraverso gli sviluppi teoretici promossi dalla corrente filosofica nominalista, importanti conseguenze prima nel campo epistemologico, teologico ed etico, e poi in quello politico e sociale, in opposizione alla filosofia realista ed olista, fino ad allora dominante, di Tommaso d’Aquino. Sulla base di queste premesse, il saggio si pone come un possibile esercizio di ermeneutica simbolico-politica dell’età federiciana, attraverso l’indagine di alcune evidenze artistiche (con particolare riferimento agli affreschi della cripta della cattedrale di Anagni – già definiti da Frederik Hugenholtz “un vero e proprio manifesto politico”), testimonianze della temperie politica di cui furono espressione. Sono infatti da ritenersi ancora inesplorati i rapporti che intercorrono tra monumenti papali e federiciani nella prima metà del XIII secolo, gli anni in cui se da un lato l’imperatore Federico II tentava il dominio dello spazio – attraverso la diffusione pervasiva della sua immagine – (e del tempo – in senso storico –), dall’altro il papa Gregorio IX, attraverso il controllo di spazi – simbolici e liturgici – mirava a ribadire il dominio da parte della chiesa della dimensione del tempo, ovviamente in senso escatologico e liturgico. Abstract in inglese The essay aims to analyse the philosophical, social and political ferments that, between the thirteenth and fourteenth centuries, saw the decline of the medieval concept of papacy and empire and the rapid emergence of new political institutions (national monarchies, communes, seigniories). The ideological representation of the world based on the concept of plenitudo potestatis did not survive the “individualist cultural revolution”, that, encouraged by the theological perspectives of Roscelin and Abelard (theology of individuation) during the fourteenth century, determined, through the theoretical developments promoted by nominalism, important consequences first in epistemological, theological and ethical fields and then in the political and social ones, in opposition to the dominant realistic and holistic philosophy of Thomas Aquinas. On the base of these premises, the essay puts itself as a possible exercise of symbolic-political hermeneutics of the frederician age, through the analysis of some artistic evidences (with particular reference to the frescoes in the crypt of Anagni Cathedral – already described by Frederik Hugenholtz as “a real political manifesto”), proofs of the political climate whose they were the expression. In fact we considered still unexplored the relationships between papal and frederician monuments in the first half of the thirteenth century, the years in which, on the one hand, the Emperor Frederick II attempted to achieve the dominion of space - through the pervasive spread of his image - ( and of time - in historical sense ), on the other, Pope Gregory IX, through the control of spaces - symbolic and liturgical – aimed to confirm the dominion of Church in the dimension of time, obviously in eschatological and liturgical sense.

Una metafora medievale del concetto di ordine

CESARO, Antimo
2008

Abstract

Antimo Cesaro, Una metafora medievale del concetto di ordine, in A. Cesaro (ed.), La spada e il labirinto. Percorsi di ermeneutica simbolica, Luciano editore, Napoli 2008, pp. 41-102. Il saggio si propone di indagare i fermenti filosofici, sociali e politici che, a cavallo tra XIII e XIV secolo videro il tramonto del concetto medievale di papato ed impero e il rapido affermarsi di nuove istituzioni politiche (monarchie nazionali, comuni, signorie). La rappresentazione ideologica del mondo fondata sul concetto di plenitudo potestatis variamente inteso, non sopravvisse alla “rivoluzione culturale individualista” che, promossa sulla base dalla prospettiva teologica di Roscellino ed Abelardo (teologia dell’individuazione), nel corso del XIV secolo, determinò, attraverso gli sviluppi teoretici promossi dalla corrente filosofica nominalista, importanti conseguenze prima nel campo epistemologico, teologico ed etico, e poi in quello politico e sociale, in opposizione alla filosofia realista ed olista, fino ad allora dominante, di Tommaso d’Aquino. Sulla base di queste premesse, il saggio si pone come un possibile esercizio di ermeneutica simbolico-politica dell’età federiciana, attraverso l’indagine di alcune evidenze artistiche (con particolare riferimento agli affreschi della cripta della cattedrale di Anagni – già definiti da Frederik Hugenholtz “un vero e proprio manifesto politico”), testimonianze della temperie politica di cui furono espressione. Sono infatti da ritenersi ancora inesplorati i rapporti che intercorrono tra monumenti papali e federiciani nella prima metà del XIII secolo, gli anni in cui se da un lato l’imperatore Federico II tentava il dominio dello spazio – attraverso la diffusione pervasiva della sua immagine – (e del tempo – in senso storico –), dall’altro il papa Gregorio IX, attraverso il controllo di spazi – simbolici e liturgici – mirava a ribadire il dominio da parte della chiesa della dimensione del tempo, ovviamente in senso escatologico e liturgico. Abstract in inglese The essay aims to analyse the philosophical, social and political ferments that, between the thirteenth and fourteenth centuries, saw the decline of the medieval concept of papacy and empire and the rapid emergence of new political institutions (national monarchies, communes, seigniories). The ideological representation of the world based on the concept of plenitudo potestatis did not survive the “individualist cultural revolution”, that, encouraged by the theological perspectives of Roscelin and Abelard (theology of individuation) during the fourteenth century, determined, through the theoretical developments promoted by nominalism, important consequences first in epistemological, theological and ethical fields and then in the political and social ones, in opposition to the dominant realistic and holistic philosophy of Thomas Aquinas. On the base of these premises, the essay puts itself as a possible exercise of symbolic-political hermeneutics of the frederician age, through the analysis of some artistic evidences (with particular reference to the frescoes in the crypt of Anagni Cathedral – already described by Frederik Hugenholtz as “a real political manifesto”), proofs of the political climate whose they were the expression. In fact we considered still unexplored the relationships between papal and frederician monuments in the first half of the thirteenth century, the years in which, on the one hand, the Emperor Frederick II attempted to achieve the dominion of space - through the pervasive spread of his image - ( and of time - in historical sense ), on the other, Pope Gregory IX, through the control of spaces - symbolic and liturgical – aimed to confirm the dominion of Church in the dimension of time, obviously in eschatological and liturgical sense.
Cesaro, Antimo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11591/225205
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