Come è noto da altri studi sull’argomento, l’Italia presenta una struttura sociale pressoché immobile. Un sistema d’istruzione che comporta costi diretti, ma soprattutto costi indiretti assai alti, è al cuore di tale immobilità. Esso, infatti, non riesce nel compito di ogni sistema d’istruzione pubblico, compito affermato anche dalla Costituzione Repubblicana, di alterare i meccanismi naturali di trasferimento intergenerazionale di capitale umano e di status sociale a favore dei più meritevoli appartenenti alle classi sociali basse. A dieci anni dalla Dichiarazione di Bologna e a otto anni dalla riforma del “3+2”, i dati statistici relativi ai laureati AlmaLaurea nel 2008 non sembrano presentare un quadro molto diverso da quello del 2000. Ciò appare evidente guardando al background socio-formativo dei laureati. Il livello d’istruzione dei genitori continua ad influenzare in modo positivo e statisticamente significativo la probabilità di laurearsi, e di laurearsi con un minore ritardo ed un voto di laurea più alto. La percentuale dei laureati con genitori senza laurea addirittura si riduce leggermente rispetto all’inizio del decennio. È interessante notare che l’effetto del background socio-formativo sul successo universitario non è diretto, ma passa attraverso la scelta di percorsi di formazione scolastica secondaria che pur garantendo l’accesso all’università lo fanno fornendo livelli qualitativi della formazione di base più bassi. Meno importante è l’effetto della classe sociale d’appartenenza che comunque presenta un elevato grado di correlazione con il background formativo dei genitori. Il fallimento della recente riforma universitaria nel garantire pari accesso a tutti indipendentemente dalle condizioni di partenza di ognuno deve essere affrontato dal policy maker con politiche volte a ridurre il costo dell’istruzione terziaria.

“Contesto Socio-formativo e scelta del percorso di studio”

PASTORE, Francesco
2010

Abstract

Come è noto da altri studi sull’argomento, l’Italia presenta una struttura sociale pressoché immobile. Un sistema d’istruzione che comporta costi diretti, ma soprattutto costi indiretti assai alti, è al cuore di tale immobilità. Esso, infatti, non riesce nel compito di ogni sistema d’istruzione pubblico, compito affermato anche dalla Costituzione Repubblicana, di alterare i meccanismi naturali di trasferimento intergenerazionale di capitale umano e di status sociale a favore dei più meritevoli appartenenti alle classi sociali basse. A dieci anni dalla Dichiarazione di Bologna e a otto anni dalla riforma del “3+2”, i dati statistici relativi ai laureati AlmaLaurea nel 2008 non sembrano presentare un quadro molto diverso da quello del 2000. Ciò appare evidente guardando al background socio-formativo dei laureati. Il livello d’istruzione dei genitori continua ad influenzare in modo positivo e statisticamente significativo la probabilità di laurearsi, e di laurearsi con un minore ritardo ed un voto di laurea più alto. La percentuale dei laureati con genitori senza laurea addirittura si riduce leggermente rispetto all’inizio del decennio. È interessante notare che l’effetto del background socio-formativo sul successo universitario non è diretto, ma passa attraverso la scelta di percorsi di formazione scolastica secondaria che pur garantendo l’accesso all’università lo fanno fornendo livelli qualitativi della formazione di base più bassi. Meno importante è l’effetto della classe sociale d’appartenenza che comunque presenta un elevato grado di correlazione con il background formativo dei genitori. Il fallimento della recente riforma universitaria nel garantire pari accesso a tutti indipendentemente dalle condizioni di partenza di ognuno deve essere affrontato dal policy maker con politiche volte a ridurre il costo dell’istruzione terziaria.
CAROLEO F., E; Pastore, Francesco
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