Se si scorre rapidamente la parabola politica del processo di riforma del sistema politico italiano dal suo inizio (primo referendum Segni del 1991) fino agli esiti della riforma elettorale (c.d. “Porcellum”) e al secco “No” prevalso il 26 giugno 2006 al referendum costituzionale sulla riforma del premierato proposta dal centrodestra, sembrerebbe di poter concludere che tale parabola sia ritornata al punto iniziale dal quale era partita. Iniziata con una mobilitazione per il maggioritario, si è ritornati al proporzionale. Caratterizzata sin da subito da istanze di riforma del sistema politico nel senso di maggiore governabilità e stabilità complessiva, tali istanze sembrano giunte a un punto morto dopo la bocciatura referendaria del nuovo testo costituzionale approvato nella legislatura 2001-2006. Tuttavia, se si analizza più in profondità e in dettaglio il contesto complessivo del panorama politico-istituzionale italiano, si vedrà come l’esito di tale ricognizione non porta a conclusioni così negative. Ciò in quanto l’aspetto forse più importante – per gli effetti che ha sortito – di tutto il processo di mutamento del sistema politico italiano, e cioè la bipolarizzazione della sua logica di funzionamento, ha prodotto importanti cambiamenti nelle dinamiche e nel funzionamento della politica italiana, nel senso di una maggiore modernizzazione del sistema stesso. E, restando in piedi il bipolarismo, restano in piedi le ulteriori prospettive di riforma del nostro sistema politico.

Bipolarismo, leadership e governabilità. La resistibile modernizzazione del sistema politico italiano

MILLEFIORINI, Andrea
2007

Abstract

Se si scorre rapidamente la parabola politica del processo di riforma del sistema politico italiano dal suo inizio (primo referendum Segni del 1991) fino agli esiti della riforma elettorale (c.d. “Porcellum”) e al secco “No” prevalso il 26 giugno 2006 al referendum costituzionale sulla riforma del premierato proposta dal centrodestra, sembrerebbe di poter concludere che tale parabola sia ritornata al punto iniziale dal quale era partita. Iniziata con una mobilitazione per il maggioritario, si è ritornati al proporzionale. Caratterizzata sin da subito da istanze di riforma del sistema politico nel senso di maggiore governabilità e stabilità complessiva, tali istanze sembrano giunte a un punto morto dopo la bocciatura referendaria del nuovo testo costituzionale approvato nella legislatura 2001-2006. Tuttavia, se si analizza più in profondità e in dettaglio il contesto complessivo del panorama politico-istituzionale italiano, si vedrà come l’esito di tale ricognizione non porta a conclusioni così negative. Ciò in quanto l’aspetto forse più importante – per gli effetti che ha sortito – di tutto il processo di mutamento del sistema politico italiano, e cioè la bipolarizzazione della sua logica di funzionamento, ha prodotto importanti cambiamenti nelle dinamiche e nel funzionamento della politica italiana, nel senso di una maggiore modernizzazione del sistema stesso. E, restando in piedi il bipolarismo, restano in piedi le ulteriori prospettive di riforma del nostro sistema politico.
Millefiorini, Andrea
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/178036
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