Il saggio approfondisce, attraverso la consultazione di materiale archivistico, il contributo al progresso dell’ingegneria idraulica nel regno di Napoli di Giovanni Bompiede, ingegnere attivo nel Settecento al servizio dei Borbone. La sua attività copre un arco temporale molto ampio, tra gli anni ’40 e l’anno della morte (1789): l’analisi e l’approfondimento dei moltissimi interventi progettati e talvolta solo coordinati ci consente di attraversare la storia della ingegneria idraulica dal regno di Carlo di Borbone fino agli anni di Ferdinando IV. L’adeguamento del sistema portuale del regno trovò in lui un punto di riferimento. Di origini piemontesi, ebbe una carriera lunga e costellata di successi all’interno della Marina Militare borbonica arrivando all’apice con la nomina, dopo la riforma Acton, a Direttore delle opere di Marina e Comandante del Corpo degli Ingegneri Idraulici. In questo ruolo, in piena adesione allo spirito riformistico di respiro internazionale impresso da Acton, sollecitò i contatti con le analoghe strutture francesi considerate tra le più innovative d’Europa, per aggiornare gli ingegneri sulle più moderne tecniche idrauliche allora sperimentate in Europa.

Ingegneria idraulica in età borbonica. L'opera di Giovanni Bompiede

PEZONE, Maria Gabriella
2006

Abstract

Il saggio approfondisce, attraverso la consultazione di materiale archivistico, il contributo al progresso dell’ingegneria idraulica nel regno di Napoli di Giovanni Bompiede, ingegnere attivo nel Settecento al servizio dei Borbone. La sua attività copre un arco temporale molto ampio, tra gli anni ’40 e l’anno della morte (1789): l’analisi e l’approfondimento dei moltissimi interventi progettati e talvolta solo coordinati ci consente di attraversare la storia della ingegneria idraulica dal regno di Carlo di Borbone fino agli anni di Ferdinando IV. L’adeguamento del sistema portuale del regno trovò in lui un punto di riferimento. Di origini piemontesi, ebbe una carriera lunga e costellata di successi all’interno della Marina Militare borbonica arrivando all’apice con la nomina, dopo la riforma Acton, a Direttore delle opere di Marina e Comandante del Corpo degli Ingegneri Idraulici. In questo ruolo, in piena adesione allo spirito riformistico di respiro internazionale impresso da Acton, sollecitò i contatti con le analoghe strutture francesi considerate tra le più innovative d’Europa, per aggiornare gli ingegneri sulle più moderne tecniche idrauliche allora sperimentate in Europa.
Pezone, Maria Gabriella
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11591/173362
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